Una vera e propria figuraccia istituzionale quella andata in scena ieri sera al Teatro Massimo di Palermo. La tanto attesa anteprima del film per la tv “Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte”, diretto da Costanza Quatriglio, è stata bruscamente interrotta a causa di un improvviso e ripetuto guasto tecnico alle apparecchiature della sala. Il tutto è accaduto sotto gli occhi increduli del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, del sindaco Roberto Lagalla e delle massime autorità civili e religiose presenti all’evento.
Cronaca di un flop tecnologico
La serata era iniziata sotto i migliori auspici, tra gli applausi della folla all’arrivo del Capo dello Stato, giunto a Palermo per omaggiare la memoria del missionario laico fondatore della Missione Speranza e Carità. Ma una volta spente le luci, la tecnologia ha tradito l’organizzazione. La proiezione si è interrotta per ben due volte. Nonostante i disperati tentativi dei tecnici di risolvere il problema in tempo reale, il sistema è andato definitivamente in tilt. Dopo lunghi minuti di imbarazzo e attesa, la proiezione è stata sospesa definitivamente, costringendo il Presidente Mattarella e tutti gli ospiti a lasciare la sala in anticipo.
Le scuse ufficiali del Sovrintendente Marco Betta
Il danno d’immagine per uno dei teatri lirici più importanti d’Europa resta però evidente, tanto da spingere i vertici della Fondazione a intervenire immediatamente. Il Sovrintendente del Teatro Massimo, Marco Betta, ha rilasciato una nota ufficiale di scuse, annunciando provvedimenti immediati:
“Questa sera è accaduto qualcosa che non sarebbe dovuto accadere. Rivolgo le mie sentite scuse al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Rai, alla regista Costanza Quatriglio e alla Produzione Anele, agli interpreti, agli organizzatori e a tutto il pubblico presente al Teatro Massimo per la proiezione ‘Sul cammino di Francesco’”.
Aperta un’indagine interna
Betta ha confermato che non si tratterà di un semplice incidente archiviato senza conseguenze. La Fondazione vuole vederci chiaro su cosa sia andato storto nei sistemi di cablaggio o di proiezione della struttura:
“Ho disposto un’immediata indagine interna per verificare tecnicamente e in maniera approfondita le cause dell’improvviso guasto tecnico delle apparecchiature del Teatro Massimo che, nonostante le prove ripetutamente effettuate, non hanno funzionato durante la proiezione”.
Resta l’amarezza per un evento che avrebbe dovuto celebrare una figura simbolo di Palermo e della solidarietà universale e che, invece, si è trasformato in un clamoroso blackout tecnico davanti alla prima carica dello Stato.
Schifani prima dello stop: “Da Biagio Conte un testamento morale e politico”
Prima che il blackout tecnico costringesse tutti allo stop, la serata aveva vissuto momenti di profonda commozione, legati soprattutto al ricordo del missionario laico. Il governatore siciliano, Renato Schifani, ha voluto sottolineare il profondo legame personale con il fondatore della Missione Speranza e Carità, rivelando un retroscena toccante:
«A fratel Biagio mi legava un rapporto molto forte. I poveri, prima di lasciarci, mi sono stati affidati con le sue ultime parole, che per me rappresentano un testamento morale oltre che politico».
Schifani ha rivendicato con forza il sostegno della Regione Siciliana alla pellicola, realizzata proprio grazie al contributo dell’ente: «Abbiamo finanziato con convinzione questa pellicola, non solo superando alcune polemiche ma aumentando anche i fondi a disposizione». Il Presidente ha poi tracciato una linea diretta tra il messaggio del missionario e l’attività dell’esecutivo: «A volte tremo davanti all’impegno che come istituzioni dobbiamo assumere per non lasciare da soli gli ultimi. Noi stiamo interpretando il pensiero di Biagio Conte con un’azione di governo che è molto attenta al sociale, come con la legge per il contrasto alla povertà, il contributo di solidarietà e la legge ‘Liberi di scegliere’ per allontanare i ragazzi da contesti mafiosi». Un impegno che prosegue in sinergia con don Pino Vitrano, definito da Schifani come il «degno erede morale e spirituale» del percorso di fratel Biagio.






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