Il turismo corre, ma non per tutti. Domani, mercoledì 7 ottobre, dalle 9 in largo XXV Luglio, nel cuore di Ortigia, il centro storico di Siracusa, la Filcams Cgil incontra i lavoratori del comparto, distribuendo materiale informativo e gadget. Una categoria che, dice il sindacato, “soffre la stagionalità tipica del settore” e dove “ancora si annida precariato e lavoro grigio”.

Il part-time che non c’è

Il nodo è il lavoro grigio: assunzioni part-time a fronte di orari “ben oltre il full time”. “Il nostro obiettivo è quello di aiutare questa fascia di lavoratori affinché possano conquistare una continuità lavorativa e uscire dal mondo del precariato”, spiegano la segretaria Francesca Tamburella e Leandro Quattrone, componente di struttura. Il sindacato vuole “rivendicare la corretta applicazione dei contratti nazionali di Lavoro confederali” e mettere in campo “azioni di contrasto ai contratti pirata e alle politiche economiche di ribasso”.

Un settore che corre, ma a singhiozzo

Il comparto pesa: secondo il rapporto Cna dà lavoro a 15.100 persone tra diretti e indiretti e vale circa il 3,9% del Pil provinciale (dati 2024). Ma la stagione è corta: il 70,4% delle presenze si concentra in cinque mesi e il 55% dei contratti è stagionale, con una durata media di 6,2 mesi. Anche il “record” va maneggiato con cura: la Cna parla di crescita costante, l’Osservatorio regionale per il 2025 segna un +0,2% dei pernottamenti, con gli italiani in calo dell’11,9% e gli stranieri in crescita dell’8,8%. Mancano poi dati pubblici sulla ripartizione tra full time e part-time, un vuoto che rende difficile misurare il lavoro grigio denunciato dalla Cgil.

Il sommerso che emerge

Sul fronte delle irregolarità, i controlli estivi della Guardia di Finanza: 26 interventi tra bar, ristoranti, lidi, discoteche, campeggi e noleggi, 21 con irregolarità, 51 lavoratori in nero, sanzioni per 582 mila euro e quattro denunce. La stessa Finanza avverte che il dato non fotografa un’illegalità diffusa, perché i controlli erano mirati su attività già segnalate. Tra i casi, stranieri senza permesso di soggiorno impiegati in nero, buste paga regolari ma stipendi più bassi pagati in contanti e un minorenne al lavoro, con verifiche in corso.

Gli appalti del Parco

La Filcams segnala la presenza negli appalti più complicati, a partire da quelli attorno al Parco archeologico, “alcuni ancora in attesa di definitiva soluzione”. Tra i nodi del Parco ci sono i servizi al pubblico, dalla biglietteria all’assistenza culturale. Una storia a ostacoli: l’Anac ha contestato alcuni obblighi che dal 2016 al 31 ottobre del 2024 il concessionario incaricato (Aditus)  non avrebbe rispettato ma contestualmente ha reputato illegittimo l’affidamento alla Fondazione Inda. Il nuovo bando è stato poi annullato dal Tar di Catania, con sentenza del 14 maggio, su ricorso di Aditus.  Insomma, caos totale.

Per chi lavora in questi appalti ogni passaggio di gestione è un’incognita, e il contratto applicato è proprio il tema su cui batte la Cgil. Più dei record di presenze, la parola che il sindacato metterà domani sul tavolo è continuità.