Il giorno della verità è rinviato di nuovo, anzi congelato. Non succederà nulla nella giunta regionale di governo convocata per le 11 di oggi. Come nulla doveva succedere in realtà. Come BlogSicilia aveva sottolineato non è quella la sede per presentare eventuali dimissioni anche se ricostruzioni d’agenzia indicavano un percorso che sarebbe comunque partito proprio dalla giunta di oggi. Così non sarà ne sarebbe potuto essere.

Il vertice di Tajani a Roma proposto da Minardo

Al contrario ci sarà, invece il chiarimento sperato. Si terrà la prossima settimana a Roma il vertice proposto dal commissario straordinario di Forza Italia in Sicilia con il segretario nazionale del partito Antonio Tajani e il presidente della Regione renato Schifani. L’incontro dovrebbe tenersi a metà della prossima settimana e sarà l’occasione per individuare il percorso.

Il nodo delle finanziarie

Come era logico che fosse il nodo principale resta quello della legge di stabilità. Prima di qualsiasi scelta è necessario portare in porto la manovra attualmente in discussione all’Ars, poi completare il percorso della Finanziaria 2027. Per Schifani significa, fondamentalmente, che non ci saranno dimissioni almeno fino alla fine dell’anno ma il percorso potrebbe durare fino a 6 mesi. Ma soprattutto significa gestire tutta la fase di spesa e lasciare la Regione con un bilancio di previsione ed una legge di stabilità. Ma significa anche gestire il tesoro da oltre 2 miliardi di euro frutto del lavoro di risanamento dei conti.

Il 2027, dimissioni sì o dimissioni no?

Per il dopo legge di stabilità ci sarà da assumere le scelte. Il vero nodo della discussione con Tajani non sarà dimissioni sì o dimissiono no. sarà notificare al Presidente della regione che la segreteria nazionale del partito non sosterrà uno Schifani bis come Minardo ha detto chiaramente per due volte negli ultimi giorni aprendo la il percorso che ha portato fin qui.

Se ci saranno o meno dimissioni, a quel punto, dipenderà da tanti fattori: l’eventualità election day ed elezioni anticipate che possono essere valutate anche per Roma ad esempio. Il tema è stato all’ordine del giorno ad ondate per almeno due anni. Oggi c’è chi dice sì e chi è contrario nella maggioranza. Poi ci sono i nodi che derivano da eventuali offerte che il partito potrà fare a Renato Schifani in termini di incarichi per riconoscere la storia politica del Presidente. Ma questa è un’altra storia che viaggia lungo un altro percorso