Si sposta di 24, o forse di 36 ore, il giorno della verità. Il futuro del governo della Regione potrebbe passare attraverso una riunione di giunta.

Schifani convoca l’esecutivo per domani

Il presidente Renato Schifani ha convocato per domani la Giunta regionale. Una convocazione con all’ordine del giorno, i “provvedimenti più urgenti”. Una convocazione che ha sapore di dimissioni o, quantomeno, di azzeramento dell’esecutivo. Il governatore vuole far passare provvedimenti essenziali ed urgenti per non lasciarsi niente di insoluto alle spalle prima di passare alla fase delle decisioni politiche.

La vera partita è politica

Un gesto di responsabilità, dunque, ma la vera partita è decisamente tutta politica: il presidente potrebbe infatti, alla fine dei lavori di giunta, comunicare le sue dimissioni agli assessori. Si tratterebbe non di un atto formale, visto che le dimissioni non si presenta in giunta di governo, ma di un atto di cortesia istituzionale. Un’ipotesi che, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Ansa, sarebbe sul tavolo dopo lo scontro aperto con Forza Italia.

Ma c’è anche un’altra ipotesi. Che dopo aver assunto i provvedimenti più urgenti il governatore azzeri la giunta e proceda in modo diverso. Anche questa una ipotesi che circola fra i corridoi senza avere alcun riscontro oggettivo.

Non ci sarà il vertice romano auspicato da Minardo

In ogni caso l’idea lanciata dal commissario regionale degli azzurri Nino Minardo di un vertice a tre col segretario Tajani, a Roma, non avrebbe fatto cambiare idea al presidente. Al contrario Schifani non ha intenzione di lasciare ad altri la palla della decisione da prendere, quale che essa sia.

Minardo aveva avanzato l’ipotesi dell’incontro romano per decidere insieme con Schifani e Tajani il percorso. questo perché l’ipotesi di dimissioni immediate non è gradita ai vertici del partito e, a dire il vero, neanche agli alleati.

Nessuna riapertura ad uno Schifani bis

Ma dentro Forza Italia resta attiva la richiesta di una svolta, di un cambiamento. Il commissario regionale Nino Minardo aveva parlato di una “proposta politica completamente nuova” per la Sicilia e aveva ribadito che la richiesta arrivava proprio da Roma. Da qui la telefonata Schifani Tajani e poi la comunicazione ufficiale del governatore “prendo atto e comunicherò le mie decisioni conseguenti”

In bilico la manovra di bilancio

Domani torna a riunirsi anche l’Ars che dovrebbe iniziare l’esame della manovra di bilancio. Ma il rischio concreto adesso è uno stop anticipato alla legislatura con il ritorno al voto già entro l’anno con la prima finestra possibile il 13 dicembre ma possibilità di slittamento fino quasi a metà gennaio.

Le opposizioni chiedono le dimissioni immediate e il ritorno alle urne, ma anche questo è un gioco delle parti. Nessuno gradisce accorciare di un anno la legislatura. In ogni caso l’attesa si prolungamento fino alla giunta di domani che potrebbe anche non essere dirimente