Dopo il pieno, arriva il conto della casa. In Sicilia l’autunno potrebbe portare con sé un nuovo aumento della spesa energetica, con le bollette di luce e gas che, tra settembre e dicembre 2026, potrebbero crescere di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

È la fotografia elaborata da Facile.it sulla base delle quotazioni future dell’energia. Una previsione, dunque, e non un rincaro già acquisito, ma abbastanza consistente da riportare sotto i riflettori il peso dell’energia sui bilanci delle famiglie siciliane.

La provincia dove la spesa potrebbe essere più elevata è Catania, con circa 989 euro complessivi tra elettricità e gas e un incremento del 40,6% su base annua. All’estremo opposto della graduatoria c’è Siracusa, con 706 euro e un aumento comunque significativo, pari al 37,6%.

Una graduatoria tutta sopra il 37%

Il dato che colpisce è soprattutto l’ampiezza del rincaro: in nessuna provincia siciliana l’incremento previsto scende sotto il 37%.

Dopo Catania si trova Ragusa, dove la spesa stimata raggiunge 873 euro, con un aumento del 39,5%. Al terzo posto c’è Enna, con 862 euro e un +39,9%.

Seguono Caltanissetta, con 838 euro (+39%), Trapani, con 831 euro (+39,2%), e Messina, dove la spesa prevista è di 813 euro (+38,9%).

Più in basso si collocano Agrigento, con 758 euro (+38,5%), e Palermo, con 744 euro (+38,2%). Chiude la graduatoria Siracusa, con 706 euro (+37,6%).

La distanza tra il valore massimo e quello minimo è quindi di 283 euro. Ma la graduatoria racconta soprattutto un fenomeno regionale: cambiano gli importi, non la direzione della tendenza.

Il petrolio c’entra ma la bolletta segue soprattutto il gas

Il contemporaneo aumento dei carburanti e delle bollette potrebbe far pensare a un’unica causa. Il meccanismo, però, è più complesso.

Il rialzo del petrolio ha un effetto immediato sul costo dei carburanti, mentre per l’elettricità il principale elemento di trasmissione resta il gas naturale. Il prezzo all’ingrosso del gas influenza infatti in maniera significativa il costo dell’energia elettrica prodotta dagli impianti termoelettrici.

È il quadro che emerge anche dagli aggiornamenti di ARERA: nel quarto trimestre l’Autorità ha segnalato un forte incremento dei costi di acquisto dell’energia e delle aspettative sui prezzi all’ingrosso. Il mercato energetico europeo resta inoltre esposto alle tensioni geopolitiche che hanno fatto contemporaneamente salire gas e petrolio. Non si tratta, quindi, di una semplice traslazione del caro greggio sulla bolletta. È l’intero equilibrio del mercato energetico a essere sotto pressione.

La Sicilia paga il conto di un mercato internazionale

Per le famiglie siciliane, il problema è che una dinamica nata sui mercati internazionali arriva direttamente nelle spese quotidiane.

Il rialzo del gas si trasferisce sull’elettricità, mentre il petrolio incide sui carburanti. Nel mezzo ci sono trasporti, produzione, distribuzione e attività commerciali. L’energia diventa così una voce capace di influenzare non soltanto la bolletta domestica, ma anche il prezzo di beni e servizi.

È una spirale che assume un peso particolare in un’isola dove gli spostamenti su gomma hanno un ruolo centrale e dove il costo della mobilità incide sia sulle famiglie sia sulle imprese.

Catania sfiora i mille euro

Il dato di Catania è quello che fotografa meglio la dimensione della possibile stangata: 989 euro in quattro mesi per luce e gas secondo la simulazione. Non significa che ogni famiglia catanese spenderà quella cifra. Il conto effettivo dipenderà dai consumi, dal tipo di contratto sottoscritto, dalle abitudini e dall’andamento effettivo dei prezzi nei prossimi mesi.

La cifra, però, dà una misura della pressione che potrebbe arrivare sui bilanci familiari se le quotazioni considerate nell’analisi dovessero essere confermate.

Da Palermo a Siracusa, rincari senza eccezioni

La distribuzione dei dati mostra un altro elemento interessante. Non c’è una provincia siciliana che riesca a sottrarsi alla tendenza.

A Palermo la spesa stimata è di 744 euro, ad Agrigento di 758. A Messina sale a 813 euro, mentre Trapani e Caltanissetta superano gli 830 euro. Ragusa e Enna si avvicinano ai 900 euro, fino al picco di Catania. Anche Siracusa, pur risultando la provincia meno cara nella simulazione, registra un aumento del 37,6%.

È quindi improprio parlare di una stangata confinata a determinate aree dell’Isola. La previsione indica piuttosto un rincaro generalizzato, con differenze nell’entità della spesa ma con percentuali di crescita molto ravvicinate.

Una previsione da seguire nei prossimi mesi

Il dato di Facile.it va letto alla luce della sua natura previsionale. Le quotazioni dei mercati energetici possono cambiare rapidamente e con esse anche le stime sulla spesa finale delle famiglie. Il punto, tuttavia, è già evidente: la Sicilia si prepara ad affrontare una nuova fase di pressione sui costi energetici, dopo quella che ha interessato i carburanti. Per le famiglie, la variabile da tenere d’occhio non sarà dunque soltanto il prezzo alla pompa. Nei prossimi mesi anche la bolletta domestica potrebbe diventare uno dei termometri più sensibili dell’economia reale.