Il giorno dopo il terremoto politico che ha scosso Palazzo d’Orléans, i fari sono tutti puntati sulle geometrie romane del centrodestra. Al centro della complessa scacchiera siciliana c’è l’intervento del presidente del Senato, Ignazio La Russa. La seconda carica dello Stato si muove con precisione chirurgica: pur specificando di non essere mai entrato nelle vicende interne alle singole forze politiche, ha fatto recapitare un messaggio chiaro in difesa della stabilità e dell’operato del governatore Renato Schifani. Una blindatura istituzionale pesante, che ha l’effetto immediato di circoscrivere lo scontro e di disinnescare la minaccia di dimissioni imminenti del presidente della Regione che adesso va al confronto interno con il suo partito forte di una difesa di peso che arrivas non solo dall’area più influente di Fratelli d’Italia ma anche dagli alleati democristiani e autonomisti nell’Isola.
Il dato politico
Il dato politico che emerge con forza nelle ultime ore è la reazione dei partner della coalizione che vanno nella direzione opposta rispetto allo stop imposto dagli azzurri romani. Mpa e Democrazia Cristiana, nel fare quadrato attorno all’asse La Russa-Schifani, lanciano un avvertimento inequivocabile: le fibrillazioni che rischiano di paralizzare l’Isola non appartengono all’intera maggioranza, ma rappresentano una vera e propria resa dei conti intestina all’area azzurra.
Il richiamo di Di Mauro alla stabilità della coalizione
A esplicitare la linea dei centristi e degli autonomisti è l’Mpa, che vede nell’intervento del presidente del Senato l’unica via per arginare le tensioni innescate dalla dirigenza siciliana di Forza Italia.
“Apprezziamo e condividiamo le considerazioni sulla Sicilia del presidente del Senato Ignazio La Russa, ispirate a senso di responsabilità e a coerenza” dice Roberto Di Mauro, capogruppo di Mpa-Grande Sicilia all’Ars. Un richiamo che punta a isolare i tentativi di logoramento e a rimettere al centro l’agenda amministrativa in un momento finanziario delicatissimo per l’amministrazione regionale.
La DC difende i risultati sul fronte economico: “il risanamento dei conti è sotto gli occhi di tutti”
Sulla medesima lunghezza d’onda si posiziona la Democrazia Cristiana, il cui vertice rimarca come la governabilità non possa essere ostaggio delle correnti e delle geometrie interne al partito del presidente.
“In riferimento alle recenti attestazioni apprese dall’Ansa e attribuite al Presidente del Senato Ignazio La Russa, anche la Democrazia Cristiana esprime apprezzamento per il lavoro del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani” afferma il Segretario nazionale della DC, l’on. Carmelo Pace.
Pace sposta l’accento sulla concretezza dei dati macroeconomici, slegando la presidenza dalle polemiche sollevate dal commissario regionale azzurro Nino Minardo: “Il lavoro del Presidente Schifani e i risultati del suo Governo in questi anni, soprattutto in tema di crescita economica e competitività della Sicilia, sono sotto gli occhi tutti e sono documentati da organismi economici nazionali e internazionali”.
Gli equilibri politici a Palazzo d’Orléans
La presa di posizione di Ignazio La Russa fornisce il contesto sposato poi dalla sponda compatta fornita dalle forze centriste e autonomiste. Un percorso che blindare l’esecutivo Schifani ma riporta la palla nel campo azzurro, rimpallando l’intera gestione della crisi alla segreteria nazionale di Forza Italia e al leader Antonio Tajani. Schifani si presenta alla verifica dei fatti forte del sostegno programmatico di una maggioranza che chiede di non interrompere la legislatura, lasciando ai berlusconiani l’onere di risolvere una frattura che appare tutta interna alla loro governance regionale.
E neanche Forza Italia vuole una chiusura traumatica e immediata. Nessuno è pronto per la campagna elettorale. Passaggi che conferiscono al Presidente della Regione la forza per andare a trattare la prossima settimana






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