Una scuola al buio e senz’acqua, studenti che si rifiutano di entrare in classe e un’uscita concordata intorno alle 10. Mattinata complicata, stamani, all’istituto tecnico commerciale Insolera di Siracusa, dove acqua e luce mancano da sabato.

Studenti in rivolta

Il racconto di un testimone restituisce un clima da assemblea improvvisata, con “un po’ di subbuglio”. Gli studenti, riferisce la fonte, hanno prima rifiutato di entrare, poi sono entrati e a quel punto è stata concordata l’uscita. E non sarebbe la prima volta: il problema si sarebbe già presentato la settimana scorsa. Quando il disservizio fa il bis, a scuola si smette di parlare di imprevisto e si comincia a parlare di abitudine.

La cabina e l’Enel

A spiegare che cosa sia accaduto è il Libero Consorzio, che con il settore edilizia scolastica ha la responsabilità degli edifici. Secondo l’ente, sabato è intervenuta Enel e ha avvisato di lavori da fare sulla cabina elettrica. La cabina presenta dei problemi e l’azienda stava provvedendo subito, ma nel frattempo è saltata anche la parte che riguarda la scuola. Ora Enel e la ditta di fiducia incaricata dal Libero Consorzio lavorano insieme, perché la cabina ha due competenze: una parte spetta a Enel, l’altra alla parte privata dell’istituto. L’obiettivo è risolvere entro oggi. Quanto all’acqua, l’ipotesi è che a un certo punto sia mancata perché mancava la luce. Il guasto, insomma, sarebbe elettrico, non idrico.

Una città all’asciutto

Eppure il gancio, a Siracusa, è fin troppo facile da trovare. Il servizio idrico in città è precario, e a dirlo non sono solo i residenti. Ortigia e Borgata restano senz’acqua dal blackout idrico di sabato, legato al maltempo e alle condizioni vetuste della rete, come ammesso dallo stesso gestore che ha preso il posto di Siam poco meno di 4 mesi fa.  Due emergenze diverse, dunque, una elettrica e una idrica, ma un’unica sensazione: i servizi essenziali reggono finché non piove o finché nessuno mette le mani su una cabina.

Ortigia e Borgata

Aretusacque, con una nota, ha informato che permane una carenza nell’erogazione, che le squadre tecniche stanno intervenendo senza soluzione di continuità e che, salvo imprevisti, il ripristino dei regolari flussi è previsto nel corso del pomeriggio. Scuse agli utenti incluse.

Il sondaggio del Comitato

Chi il disagio lo vive da giorni ha poca pazienza per i “salvo imprevisti”. Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha lanciato stamattina un sondaggio interno al proprio gruppo WhatsApp e il risultato pesa: solo il 13% dei partecipanti dichiara un’erogazione regolare, dopo oltre tre giorni di disservizio e di comunicati che davano il problema in via di soluzione. Il Comitato precisa che non si tratta di un’indagine statistica, ma di una fotografia diretta di ciò che gli utenti vivono ancora oggi. Sfocata, magari. Non per questo meno eloquente.

Autobotti e call center

Il punto più delicato riguarda le autobotti. Secondo numerosi utenti, a chi chiama il call center e chiede un servizio sostitutivo verrebbe risposto che la competenza non è di Aretusacque ma della Protezione Civile. Il Comitato richiama la regolazione ARERA, che pone in capo al gestore lo standard S2: servizio sostitutivo di emergenza entro 48 ore dalla sospensione del servizio idropotabile. Da qui la richiesta di un chiarimento ufficiale. Sul punto si attende una replica.La richiesta arriva anche per iscritto: un residente di via Forlanini, a Epipoli, ha scritto al Comune per chiedere l’invio urgente di un’autobotte. Non è solo un affare di Ortigia e Borgata.

Il nodo dei controlli

Il Comitato chiede anche se l’Ati idrico, ente di governo dell’ambito presieduto dal sindaco Francesco Italia, stia esercitando con sufficiente efficacia il proprio ruolo di controllo e di indirizzo sul gestore. E contesta il metodo: comunicati, quello dell’8 ottobre e quelli successivi, che annunciavano il ripristino dei flussi e una progressiva normalizzazione, senza un quadro chiaro degli interventi e con tempi poco attendibili. La sintesi è che non bastano più comunicati generici: servono assistenza vera, informazioni verificabili e un’assunzione chiara di responsabilità.

 Il verdetto

Stavolta il verdetto arriverà da due fronti: i rubinetti di Ortigia e Borgata, attesi nel pomeriggio, e la cabina dell’Insolera, da sistemare entro oggi. Se entrambe le scadenze saltassero, Siracusa avrebbe una giornata in più da contare. E una scuola in meno da cui entrare.