Una mobilitazione davanti al Comune contro il deposito cauzionale chiesto in bolletta dal nuovo gestore idrico Aretusacque. A organizzarla, stamani in piazza Duomo, è stato il Forum provinciale Acqua pubblica, che ha chiamato a raccolta cittadini e movimenti per chiedere al presidente dell’Ati idrico, Francesco Italia, di bloccare il versamento della somma da parte degli utenti. Hanno aderito la Cgil, con il segretario provinciale Franco Nardi, e altre realtà.

“Sindaco non c’era: non si è confrontato”

Il Forum denuncia però un’assenza pesante: quella dello stesso Italia, sindaco di Siracusa e presidente dell’Ati. Secondo quanto ricostruito dal Forum, il sindaco, pur essendo la manifestazione stata annunciata nei giorni scorsi, non era a Palazzo Vermexio perché impegnato a rilasciare un’intervista a un’emittente.

“È una mancanza di rispetto, non nei confronti del Forum, ma dei cittadini che stanno ricevendo in queste ore la prima bolletta con la richiesta di deposito cauzionale”, attacca il portavoce Alessandro Acquaviva. Che sul deposito non ha dubbi: “È un ricatto per mettere le persone con le spalle al muro e costringerle ad aderire all’addebito sul conto corrente”. Uno strumento, ricorda, previsto dall’Arera per tutelare i gestori dalla morosità, ma non un obbligo di legge: applicarlo o meno è una facoltà del gestore.

Cos’è il deposito

Il deposito cauzionale è una somma versata in anticipo, in bolletta, a garanzia di eventuali morosità dell’utente. Aretusacque, subentrata a Siam il 25 giugno scorso, lo inquadra nella delibera Arera 86/2013/R/idr: corrisponde a tre mensilità, viene richiesto in tre rate e non è dovuto da chi ha il bonus sociale o la domiciliazione bancaria. La restituzione avverrebbe, con gli interessi, nella fattura di chiusura del vecchio gestore.

Ma Siam, nel comunicato del 28 settembre, racconta un’altra procedura: i rimborsi sono partiti a luglio, ma servono una richiesta scritta con Iban e le verifiche su eventuali morosità. Due versioni che non coincidono, e che sono il cuore dello scontro.

I conti

Il Forum, che sta raccogliendo le fotocopie delle bollette dagli utenti, spiega che le richieste di Aretusacque non hanno nulla a che vedere con la vecchia cauzione. La prima rata che Acquaviva ha visto è di 70 euro: tre rate, dunque circa 210 euro. “Non c’è una cifra fissa, oscilla tra i 200 e i 300 euro, perché è tutto proporzionato”, spiega, precisando che si tratta di stime del Forum. Per le utenze quasi inattive, come una seconda casa, il minimo sarebbe intorno ai 100-120 euro.

Il punto, per il Forum, è che chi ha già pagato un deposito a Siam, circa 30 euro, ora si trova a doverne versare un altro. Per recuperare il primo, accusa Acquaviva, chi non ha la domiciliazione dovrà presentare istanza singolarmente: “Molti non la faranno, perché non lo sapranno o perché per evitare la trafila dovrebbero perdere mezza giornata di permesso”. A suo giudizio, su circa un milione di euro di cauzioni, almeno metà resterebbe “come residuo attivo” nelle casse di Siam.

Il contenzioso

Il deposito, secondo l’analisi di Acquaviva, si inserisce nello scontro tra gestore uscente e nuovo gestore. Siam ha presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento della delibera dell’Ati firmata dalla commissaria Rosaria Barresi e pretende 21 milioni di euro come “valore di subentro regolatorio”, cioè l’importo che il gestore entrante deve versare a quello uscente per gli investimenti non ancora ammortizzati. “A pagarne le spese non possono essere i cittadini”, è la posizione del Forum.

I rischi per gli utenti

Acquaviva sottolinea poi un aspetto specifico del servizio idrico: a differenza di luce e gas, “con l’acqua può succedere di tutto”. Un contatore guasto o una perdita in casa possono generare consumi anomali, e il deposito può essere agganciato proprio ai consumi dell’anno precedente. Se poi la somma non è dovuta, l’utente deve fare reclamo e rincorrere il gestore per recuperarla. Il Forum chiede di eliminare del tutto il deposito: “All’azienda fa comodo, è una sicurezza. Per l’utente è un rischio”.