Ennesimo assalto a sportelli bancomat, questa volta nel centro abitato di Catenanuova nell’ennese. Nella notte di sabato 17 ottobre sono stati scardinati e portati via gli Atm appartenenti alle filiali di Unicredit e del Banco di credito Cooperativo La Riscossa. I malviventi avrebbero utilizzato mezzi pesanti per bloccare gli accessi al paese e colpire contemporaneamente gli sportelli automatici dei due istituti bancari presenti nel centro.

“Una strategia che evidenzia una pianificazione militare dell’azione criminale, con uomini, mezzi e compiti perfettamente coordinati – afferma Gabriele Urzì dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo. Non siamo più davanti a semplici furti, ma a vere e proprie incursioni ad altissimo rischio.” Per il sindacalista della Fabi si tratta dell’ennesimo episodio di una preoccupante escalation che sta interessando la Sicilia.

Ultimo colpo appena due settimane fa a Sortino

“Appena due settimane fa, a Sortino, un altro commando composto da numerosi uomini aveva assaltato contemporaneamente due istituti bancari utilizzando un escavatore e mezzi per ostacolare l’arrivo delle forze dell’ordine. Oggi a Catenanuova assistiamo a uno schema praticamente identico. È il segnale che il fenomeno si sta strutturando e che le organizzazioni criminali stanno agendo con modalità sempre più aggressive e professionali.”

Non è soltanto danno economico ma rischio per l’incolumità delle persone

“Preoccupa soprattutto il rischio per l’incolumità delle persone – continua Urzì. Queste operazioni vengono condotte in centri abitati, spesso nel cuore dei paesi, con l’utilizzo di mezzi da cantiere, camion, escavatori e autocarri. Chiunque potrebbe trovarsi coinvolto: cittadini, residenti, automobilisti, lavoratori, operatori della vigilanza e forze dell’ordine. Il danneggiamento di interi edifici conferma una escalation che non può essere ulteriormente sottovalutata.”

Necessario un tavolo di confronto

Il dirigente nazionale della Fabi chiede l’immediata apertura di un tavolo di confronto tra banche, istituzioni e forze dell’ordine per individuare nuove strategie di prevenzione. “Occorre accelerare l’installazione dei sistemi di neutralizzazione del denaro e di macchiatura delle banconote, estendere l’utilizzo delle tecnologie di videosorveglianza intelligente collegate in tempo reale con le centrali operative, rafforzare le protezioni fisiche dei siti più esposti e aumentare il presidio del territorio nelle aree maggiormente colpite. È necessario inoltre costruire un coordinamento permanente tra Prefetture, Questure, Arma dei Carabinieri e sistema bancario.”

Sicurezza e desertificazione bancaria

“La progressiva riduzione delle filiali e dei presidi fisici nei territori non può tradursi in un arretramento della sicurezza. La tutela delle comunità locali, dei lavoratori e dei cittadini deve diventare una priorità assoluta. Quando un gruppo criminale riesce a bloccare le strade di accesso a un paese e ad operare indisturbato utilizzando escavatori e mezzi pesanti, significa che siamo davanti a una minaccia che richiede risposte straordinarie. Lo Stato, le istituzioni locali e il sistema bancario devono fare fronte comune. Non possiamo attendere che simili operazioni provochino una tragedia. La sicurezza non rappresenta un costo, ma un investimento indispensabile per la tutela delle persone e del territorio.”