La tenuta politica della maggioranza a Sala d’Ercole supera la prima, vera prova del fuoco, ma il clima politico resta infuocato.

L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il primo articolo della manovra di variazione del bilancio, blindando l’asse interno trovato la scorsa settimana dopo i complessi negoziati sullo stralcio dei testi originari. Nonostante l’offensiva a tutto campo delle opposizioni, decise a fare asse per frenare la manovra finanziaria della Regione, i numeri del centrodestra hanno retto senza subire imboscate.

La trincea del voto segreto e la tenuta del centrodestra

Per ben tre volte l’aula ha fatto ricorso al voto segreto su richiesta delle minoranze, uno strumento storicamente rischioso per i governi regionali e spesso utilizzato per far emergere i cosiddetti “franchi tiratori”. Stavolta però i provvedimenti sono passati senza incidenti di percorso.

Il primo banco di prova è arrivato dopo oltre tre ore di acceso dibattito parlamentare dall’inizio della seduta. La coalizione di governo è riuscita a respingere i diversi tentativi di affondamento messi in atto dalle opposizioni, dimostrando che l’accordo politico siglato nei giorni scorsi per snellire la manovra e concentrare le risorse sta reggendo l’impatto con l’aula.

Passa il primo mattone: aiuti ai giovani per la prima casa

Nonostante le durissime polemiche e le barricate incrociate, il via libera all’articolo 1 mette a verbale il primo punto per il governo sul fronte economico e sociale, svelando anche la portata finanziaria del provvedimento: un tesoretto di nove milioni di euro destinato all’abbattimento degli interessi sui mutui per le giovani coppie e i single dell’Isola che acquistano la prima casa.

Un intervento difeso a spada tratta dal centrodestra come una risposta concreta all’emergenza abitativa delle nuove generazioni, ma che per l’asse PD-M5S resta una misura temporanea e scollegata dalle reali urgenze di un mondo produttivo siciliano attualmente in ginocchio, con gli autotrasportatori sul piede di guerra.

L’ostruzionismo delle opposizioni e l’affondo del PD sulle “norme spot”

Dal canto loro, le minoranze non intendono cedere un millimetro e promettono una battaglia parlamentare durissima. Regolamento alla mano, i parlamentari dell’opposizione stanno intervenendo sistematicamente su ogni singola norma e su ogni emendamento presentato, rallentando vistosamente i lavori dell’aula. Un muro contro muro che si traduce in una guerra di logoramento a colpi di interventi e richieste di verifica del numero legale.

A delineare la strategia dei Dem è il capogruppo del PD all’Ars, Michele Catanzaro, che attacca frontalmente l’esecutivo Schifani parlando di “totale confusione” e di una manovra che si sarebbe dovuta approvare già ad agosto: “Abbiamo proposto di approvare immediatamente i 10-15 articoli della manovra che affrontino le vere emergenze della Sicilia, dalla crisi della cerealicoltura alla pesca e al caro carburante, rinviando le altre disposizioni a un successivo confronto. Siamo pronti a chiudere i lavori anche questa sera, ma il governo continua a respingere una proposta di buon senso”. Catanzaro punta il dito contro il caso dei Fit (Fondo Insularità e Trasporti): “Prima si parla di un ordine del giorno, poi di un maxiemendamento, senza chiarire cosa si intenda realmente fare. Nel frattempo si presentano norme spot”.

Sulla stessa linea d’onda si posiziona il deputato regionale del PD Nello Dipasquale, che contesta la priorità data alle risorse dell’articolo appena approvato: “L’articolo 1, che destina nove milioni di euro per l’erogazione di contributi in conto interessi ai giovani per l’acquisto della prima casa, è una norma spot. Avremmo potuto affrontare l’argomento in Finanziaria, assieme a tanti altri, ma il governo avrebbe potuto indirizzare questi fondi verso settori che in questo momento soffrono, come l’autotrasporto e la pesca”.

Il M5S va all’attacco in conferenza stampa: “Mancette per la campagna elettorale”

Le barricate del centrosinistra trovano sponda nell’affondo durissimo del Movimento 5 Stelle, che in mattinata ha tenuto una conferenza stampa d’urgenza all’Ars con il capogruppo Antonio De Luca, il coordinatore regionale Nuccio Di Paola e il deputato Luigi Sunseri.

“La Sicilia affoga e qui si parla di mancette per la campagna elettorale dei deputati della maggioranza. È un pugno nello stomaco delle famiglie e delle categorie in ginocchio per il caro gasolio”, denunciano i grillini. De Luca minaccia l’ostruzionismo duro se il governo non farà marcia indietro: “Siamo pronti a ricorrere a tutti i mezzi parlamentari a nostra disposizione, intervenendo norma per norma, comma per comma. I Fit devono sparire da questa manovra e con essi le normas non essenziali. Se in Aula dovesse arrivare un maxiemendamento per i Fit, chiederemo il voto per parti separate. Il M5S chiarisce di non essere contrario agli interventi per i Comuni a rischio dissesto o colpiti da calamità, non certo per finanziare campi di padel o norme fatte senza alcun criterio e che non sono nemmeno passate dalle commissioni”.

Il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola lancia un appello diretto: “Presidente Schifani abbia un sussulto di orgoglio e si imponga alla sua maggioranza, imponga pure lo stralcio delle norme non urgenti e l’eliminazione dell’abominio dei Fit. Si stanzino invece 50 milioni per il settore cerealicolo e 30 milioni contro il caro gasolio. Sunseri ironizza sul titolo del testo normativo: Questa manovra si chiama ‘Disposizioni per la coesione per la crescita’. Sfido a trovarvi qualcosa per la crescita. Ci sono norme senza alcuna urgenza che si riferiscono ai debiti di tre consorzi di bonifica, alla Consulta dei siciliani all’estero, al Cimitero di Modica, alla Casa dei cantastorie o all’Autoporto di Vittoria”.

Nonostante il primo mattone posizionato, la strada verso l’approvazione finale delle variazioni resta comunque una lunghissima corsa a ostacoli sotto la minaccia del voto segreto e dell’ostruzionismo.