Mentre l’Aula di Palazzo dei Normanni è nel pieno del dibattito sulla manovra di bilancio, la pressione del mondo agricolo isolano si fa asfissiante. A dare una scossa ai lavori d’aula è Coldiretti Sicilia, che chiede un’accelerazione immediata e senza calcoli politici per sbloccare risorse vitali destinate a un comparto in ginocchio a causa della crisi dei costi energetici e delle materie prime.
Il focus del sindacato è tutto sulla aspettative degli agricoltori che guardano proprio all’Ars e sulle variazione di bilancio, considerate l’ultima spiaggia per dare subito ossigeno alle imprese. Sul tavolo ci sono cifre pesanti, frutto di una trattativa che l’organizzazione porta avanti da mesi: 50 milioni di euro per i cerealicoltori e 30 milioni di euro per contrastare il caro gasolio agricolo e sostenere la pesca. Fondi che si andrebbero ad aggiungere ai 15 milioni già stanziati con un precedente decreto interassessoriale.

Stop all’ostruzionismo

La strategia dello stralcio dei provvedimenti più urgenti, fortemente caldeggiata dai tremila e cinquecento manifestanti scesi in piazza la scorsa settimana, ha incassato il via libera politico del Governo e della Presidenza dell’Ars. Tuttavia, per Coldiretti il tempo della diplomazia è scaduto: «Adesso basta. Oggi bisogna votare la variazione e approvare subito queste somme», taglia corto l’organizzazione in una nota ufficiale.

L’appello si trasforma in un vero e proprio richiamo alla responsabilità per tutti i gruppi parlamentari. Il sindacato ricorda infatti come la manovra attuale affondi le sue radici negli impegni precisi assunti dai capigruppo lo scorso luglio, durante l’assemblea generale dell’organizzazione.

Il fattore tempo

Con i bilanci delle aziende agricole strozzati dal rincaro dei carburanti e dalla svalutazione del grano, la rapidità dei flussi finanziari diventa l’unica variabile cruciale. «Gli unici interlocutori che devono salvare l’agricoltura sono il governo e l’assemblea», conclude Coldiretti, lanciando un monito chiarissimo ai deputati regionali: la responsabilità verso i territori va dimostrata adesso con il voto favorevole, blindando l’aula da qualsiasi tentazione di ostruzionismo o gioco d’aula.