Oltre sessanta scosse di terremoto in una settimana al largo della Sicilia. E la metà nelle ultime 24 ore. È questo il bilancio impressionante che emerge dai dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), relativi alla violenta sequenza sismica in corso nel Mar Tirreno meridionale. Una giornata di fortissima tensione per l’Isola, segnata dal violento sisma di magnitudo 5.5 delle ore 12:19, avvertito distintamente da Palermo fino ad Agrigento, e interrotta solo nel pomeriggio da un’altra forte replica di magnitudo 4.6 alle 15:55.

L’esperto Ingv: “I dati si aggiornano minuto per minuto”

“Stiamo rilevando una sequenza sismica e i dati si aggiornano minuto per minuto”, ha spiegato all’Ansa il sismologo Salvatore Stramondo, direttore del dipartimento Terremoti dell’Ingv. L’epicentro dello shock principale è stato localizzato a 98 chilometri a Nord-Est di Bagheria, a una profondità crostale di appena 9 chilometri. Proprio la vicinanza alla superficie ha amplificato la percezione delle onde sismiche su gran parte della regione.

Solo dopo la scossa principale delle 12:19, i sismografi hanno registrato altri 35 eventi con magnitudo superiore a 2, concentrati in un raggio ristretto di circa 15 chilometri. Ma qual è il motore di questo sciame? Secondo Stramondo, si trata di un «meccanismo compressivo dovuto al contatto fra la placca africana e quella euroasiatica». Spostandosi verso nord, la placca africana spinge su quella eurasiatica generando queste forti rotture all’interno della crosta terrestre.

Scattata (e rientrata) l’allerta tsunami: nuovo modello per evitare falsi allarmi

Subito dopo il sisma di magnitudo 5.5, il Centro tsunami dell’Ingv – uno dei quattro centri mondiali responsabili della sicurezza nel Mediterraneo – ha fatto scattare l’allerta tsunami ma si è trattato di un allerta di colore arancione. L’allarme è rimasto attivo per circa un’ora prima di essere ufficialmente chiuso, poiché non sono state rilevate variazioni anomale nel livello del mare.

L’occasione ha segnato il debutto operativo di nuove tecnologie: “Il nostro centro – ha rivelato il direttore Stramondo – è stato il primo a utilizzare il nuovo modello probabilistico, invece di quello deterministico adottato finora”. Un sistema di precisione statistica, messo a punto dopo il devastante terremoto in Turchia del 2023, nato proprio per ridurre drasticamente i falsi allarmi sul rischio maremoto.

Paura nelle città: scuole evacuate a Palermo e Ustica

Nonostante la distanza dell’epicentro dalla costa, la terra ha tremato a lungo scatenando il panico. Centralini dei Vigili del Fuoco in tilt nel capoluogo siciliano. In via precauzionale, a Palermo sono state evacuate diverse scuole (tra cui gli istituti a Partanna Mondello, la Perez, la Capuana e il Finocchiaro Aprile), con i genitori che si sono precipitati a riprendere gli alunni. Dipendenti fuori dagli uffici anche all’assessorato comunale alla Pubblica istruzione di via Notarbartolo.

Massima allerta a Ustica, l’isola più vicina all’area d’azione della sequenza sismica. Anche qui scuole evacuate e tanta paura tra la popolazione per un sisma definito “molto forte e lungo”, sebbene al momento non si registrino danni a persone o cose.

Lagalla firma l’ordinanza, Schifani monitora la situazione

Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, d’intesa con la Protezione Civile e la Capitaneria di Porto, ha predisposto un’ordinanza precauzionale per l’evacuazione di alcune strutture pubbliche, raccomandando a cittadini e diportisti massima prudenza lungo il litorale.

Il governatore della Regione, Renato Schifani, rimane in costante contatto con il capo della Protezione Civile Siciliana, Salvo Cocina. I volontari restano dislocati sul territorio in assetto di assistenza, mentre dai comuni costieri delle province di Palermo, Messina e Trapani continuano ad arrivare i report delle verifiche sulle strutture più vulnerabili.