Il congresso nazionale di Milano non ha solo blindato la leadership di Matteo Salvini, ma ha ufficialmente dato il via a una profonda metamorfosi del partito che promette di ridefinire gli equilibri politici in Sicilia. Con la nascita del nuovo brand “Lega Italia federale” e l’approvazione all’unanimità della mozione politica per il Mezzogiorno, i leghisti dell’Isola serrano i ranghi e lanciano un’offensiva basata su infrastrutture, addio all’assistenzialismo e un massiccio radicamento territoriale che mira a far lievitare il gruppo all’Assemblea Regionale Siciliana fino a dieci componenti.
La svolta di Milano: “Strategia concreta per il Sud”
L’asse Palermo-Milano esce rafforzato dalle assise congressuali. A dare la linea sono i deputati nazionali Anastasio Carrà e Valeria Sudano, insieme al senatore e segretario regionale Nino Germanà: “L’approvazione della mozione per il Mezzogiorno segna un impegno preciso per il futuro del Sud: puntare su lavoro, infrastrutture, imprese e sviluppo, superando la logica dell’assistenzialismo”.
Nelle parole dei parlamentari emerge una mappa chiara delle priorità per la Sicilia: ferrovie, strade, il rafforzamento della Zona Economica Speciale (ZES) e, inevitabilmente, il Ponte sullo Stretto, definito un “tassello strategico” per agganciare l’isola ai corridoi europei e frenare la fuga dei giovani.
Un concetto ribadito con forza anche dal capogruppo all’Ars, Salvo Geraci: “La Sicilia ha superato la logica dell’assistenzialismo. Stiamo puntando su opere strategiche, reti idriche e sui piccoli Comuni delle aree interne, senza dimenticare che non può esserci sviluppo senza sicurezza, contrastando mafie e infiltrazioni negli appalti”.
L’effetto domino all’Ars: l’ingresso di Auteri e l’obiettivo “quota 10”
Ma la vera partita, oltre alle dichiarazioni programmatiche, si gioca sul terreno del posizionamento politico all’Ars. Il passaggio ufficiale del deputato siracusano Carlo Carlo Auteri nelle file del gruppo della Lega (che sale così a sei esponenti più il presidente dell’Assemblea Gaetano Galvagno, storicamente vicino ad altre dinamiche ma dentro il perimetro di coalizione, portando la galassia a muoversi verso l’obiettivo della doppia cifra) rappresenta solo il primo passo di una strategia più ampia.
“L’approdo di Auteri non è semplicemente un nuovo ingresso o una mera operazione numerica”, frena il segretario regionale Germanà. “Rappresenta le istanze di un territorio splendido come quello di Siracusa. Con il cambio del nome e il nuovo simbolo di Lega Italia federale, ci prepariamo a lanciare nelle prossime settimane una nuova piattaforma politica”.
Sindaci e amministratori pronti al salto
Il progetto della neonata “Lega Italia federale” in Sicilia punta tutto sul ribaltamento della piramide decisionale, mettendo gli amministratori locali al centro. Fonti vicine al partito confermano che l’obiettivo politico dichiarato è quello di allargare ulteriormente il gruppo parlamentare fino a raggiungere i 10 componenti, drenando consensi e fiches pesanti dalle altre forze del centrodestra e dal civismo.
“Il percorso vedrà nuovi ingressi, a partire da sindaci e amministratori che rappresentano comunità importanti della nostra Isola”, annuncia profeticamente Germanà, delineando un modello in cui siano le periferie a dettare l’agenda a Palermo e Roma. La caccia ai moderati e ai delusi del territorio è ufficialmente aperta.



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