Domani l’interrogatorio in Tribunale di Michele Dell’Aira, dopodomani, forse, la giunta al completo: a Palazzo Vermexio i due binari corrono paralleli e rischiano di incrociarsi. Da una parte c’è il dirigente comunale coinvolto nell’inchiesta Nexus sulla presunta corruzione al Comune di Siracusa. Dall’altra c’è il sindaco Francesco Italia, che ha tre caselle vuote in giunta e nessuna delega assegnata. È probabile che sulla seconda questione si decida solo dopo aver ascoltato cosa dirà il primo.

Il binario giudiziario

Dell’Aira sarà sentito domani. Le sue parole potrebbero arricchire il lavoro della Procura europea di Palermo e aprire scenari nuovi, di cui potrebbe interessarsi anche la magistratura locale. Oppure potrebbero congelare la situazione, e in quel caso ci sarebbero vari sospiri di sollievo. Il primo round, del resto, non ha prodotto scosse: davanti al gip Concetta Carbone, ormai ex vicepresidente del Consiglio comunale, arrestata e legata politicamente al sindaco, ha respinto ogni addebito e la sua difesa punta sul Riesame per far crollare l’ordinanza.

Il binario politico

Dopo aver azzerato la giunta, a eccezione di Pierpaolo Coppa, Italia ha nominato quattro assessori. Di nuovo, però, non c’è nulla: sono tutti già in squadra, a partire dal vicesindaco Edy Bandiera, da Giuseppe Casella, dell’area del primo cittadino, e da Giovanna Porto e Luciano Aloschi, esponenti del Mpa vicini al deputato regionale Giuseppe Carta, azionista di riferimento dell’amministrazione.

Mancano all’appello tre assessori: in teoria, due spettano al sindaco, chiamato a pescare tra i suoi fedelissimi, l’altro al Mpa, visto che è rimasto fuori Marco Zappulla e si parla di un suo possibile ritorno ma senza metterci la mano sul fuoco.  Le deleghe restano in tasca: finché non vengono assegnate, nessuno ha interesse a fare la voce grossa.

Il totonomi

Il sindaco potrebbe confermare chi era già con lui prima del terremoto. Le quotazioni di Vincenzo Pantano, Sergio Imbrò e Andrea Firenze, però, sono basse. Tra i nomi più caldi c’è quello di Giovanni Di Lorenzo, storicamente vicino a Italia. Nelle ultime ore, però, sarebbero salite pure le azioni di Franco Zappalà, che nell’ultimo rimpasto aveva perso un assessore di riferimento.

Zappalà e il fattore blindatura

Il suo sarebbe un ritorno, stavolta in prima linea. Non solo per l’accordo politico con il sindaco ma anche per una questione di aritmetica. Su Italia pende la mozione di sfiducia firmata da 14 consiglieri, a cui si sono aggiunti i 2 di Insieme. Per mandare a casa il sindaco servono 20 voti, quota difficilmente raggiungibile. Ma l’azione amministrativa, con i numeri in bilico, diventerebbe un esercizio di equilibrismo. Con Zappalà in giunta, o con un suo esponente di riferimento, il sindaco si blinderebbe meglio per non andare sotto.

Insieme e il gioco delle parti

La posizione di Insieme è la più singolare del mosaico. Il gruppo vicino all’ex deputato regionale Giovanni Cafeo ha dichiarato che voterà la sfiducia ma ha anche un’intesa con il sindaco, culminata nella presidenza di Cafeo alla Fondazione Siracusa 2033, di cui il Comune è socio.

La partita per la vicepresidenza

Resta un ultimo tassello: la vicepresidenza del Consiglio comunale lasciata vacante da Carbone. L’elezione si terrà prima del voto sulla mozione e, con scrutinio segreto, può diventare per il sindaco una carta da giocare per non perdere la maggioranza in aula. Chi la spunta e con quali voti sarà un indizio prezioso su come andrà il 18 novembre.

Tempi stretti

In mezzo c’è il calendario amministrativo, che non aspetta nessuno: le variazioni di bilancio vanno approvate entro il 30 novembre. Italia ha tempo per completare la squadra, ma non per perdere altro tempo. Il resto dipenderà da cosa uscirà dalla stanza dell’interrogatorio.