La nave Mare Jonio della ong Mediterranea che proprio ieri sera aveva tratto in salvo 49 migranti in acque libiche è entrata nel porto di Lampedusa  scortata da motovedette della Guardia di Finanza. Si sta procedendo al sequestro dell’imbarcazione, attraccata al molo commerciale del porto, e nelle prossime ore potrebbero esserci i primi interrogatori dei membri dell’equipaggio. La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.  A disporre il sequestro probatorio è stata la stessa Procura dando contestualmente il via libera allo sbarco dei migranti . A bordo 48 uomini di cui 14 minori.

Proprio ieri dopo l’operazione di salvataggio dalla nave era arrivata la richiesta di un “porto sicuro”.

La situazione che ha creato già non poche tensioni e scontri anche sul fronte politico che ricalcano i precedenti legati alla nave Seawatch e alla Diciotti della Guardia Costiera.

A Lampedusa hanno scelto di esporre un lungo striscione rosso, con la scritta “Aprite i porti”, proprio davanti alla Porta d’Europa, il monumento realizzato nel 2008 da Mimmo Paladino in memoria dei migranti morti in mare. Tra le persone che hanno protestato per chiedere che la nave Mare Jonio possa entrare in porto, c’è anche don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, infreddolito come i ragazzi di Lampedusa solidale, di Mediterranean Hope, dei volontari della Misericordia, di un gruppo di signore che erano uscite da casa per altre ragioni e con il loro abbigliamento leggero si sono, invece, dirette verso gli scogli della costa sud dell’isola dove spira un vento gelido ed è già calato il buio. “Lampedusa è abituata ad accogliere – dice don Carmelo – e in questo momento 49 persone stanno soffrendo. Non possiamo restare indifferenti davanti a quello che accade”.

Stesso pressing dal sindaco dell’Isola Totò Martello che rivolto al comandante ha detto: “Se fossi al posto del comandante della Mare Jonio attraccherei al porto senza problemi: Lampedusa è un porto italiano e la nave della ong è italiana quindi questa isola è casa sua. Aspetto che i migranti sbarchino per accoglierli”.

Sul fronte politico il vicepremier Luigi Di Maio nel pomeriggio aveva parlato di sequestro: “spero che si possa eseguire un sequestro perché questa nave ha disobbedito alla Guardia costiera libica e ha messo a rischio la vita di 49 persone attraversando il mare fino a Lampedusa. Se le navi delle Ong non rispettano le regole bisogna fermarle perché mettono anche a rischio la vita dei migranti”.

“Possono essere curati, vestiti, nutriti. Gli possiamo dare ogni genere di conforto ma in Italia con il mio permesso non mettono piede”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini a SkyTg24.