Dal più alto scranno di sala d’Ercole quando era presidente dell’Assemblea regionale siciliana doveva dirigere i lavori d’aula con codici e regolamenti adesso si occuperà anche di migranti. “Da maggio dell’anno scorso ho cominciato a Lampedusa la mia ‘seconda vita’. una esperienza straordinaria dal punto di vista umano, gratificante e appassionante dal punto di vista professionale”. A parlare è Francesco Cascio, 55 anni, medico igienista dell’Asp di Palermo, una carriera politica alle spalle che lo ha portato a presiedere il Parlamento siciliano, oggi ‘referente’ del poliambulatorio sanitario di Lampedusa al posto di Pietro Bartolo, tra i protagonisti del film “Fuocoammare”, che lo scorso maggio è stato eletto tra le fila del Pd al parlamento europeo.

Francesco Cascio a 21 anni era già consigliere comunale della Dc a Palermo, poi l’adesione nel ’94 a Forza Italia, fino a diventare tra i “big” del partito di Silvio Berlusconi in Sicilia. E’ stato presidente dell’Ars dal maggio 2008 al dicembre 2012 e in precedenza anche assessore al Turismo e vice presidente della Regione Siciliana prima di aderire a Ncd e ad Alternativa Popolare di Angelino Alfano.

“Sono qua nel poliambulatorio da oltre un anno nel ruolo di ‘referente’ – racconta – in attesa di un incarico definitivo, ma questa è la scelta del direttore generale dell’Asp quindi io mi adeguo”. La politica ha dato a Cascio anche tante amarezze: ha perso ingiustamente il seggio all’Ars da cui era decaduto a causa di una inchiesta per corruzione, prima di essere assolto definitivamente dall’accusa in Cassazione. Fino all’operazione ‘Artemisia’ del marzo scorso su una superloggia massonica a Castelvetrano che è costata a Cascio gli arresti domiciliari dal 21 marzo al 5 aprile con l’accusa di favoreggiamento personale. Misura poi annullata dal tribunale del riesame che ha archiviato.