“Sono tranquillo, ho fatto il mio dovere. Avrei dovuto lasciarli morire? Rifarei tutto per salvare le persone”. Lo ha detto comandante della Mare Jonio Pietro Marrone ai giornalisti prima di recarsi nella sede del comando Brigata Lampedusa della Guardia di finanza.

Marrone è al momento indagato dalla Procura di Agrigento per favoreggiamento all’immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a nave militare nell’ambito del salvataggio al largo della Libia dei 50 migranti poi sbarcati sull’isola. L’inchiesta è coordinata dall’aggiunto Salvato Vella e dalla pm Cecilia Baravelli.

La nave Mare Jonio della ong Mediterranea aveva tratto in salvo 49 migranti nelle acque di competenza della Libia. Dopo vari tira e molla, l’imbarcazione ha ricevuto il via libera per attraccare al porto di Lampedusa scortata da motovedette della Guardia di Finanza. La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per favoreggiamento all’immigrazione clandestina e ha proceduto a sequestrare la Mare Jonio. Il sequestro sarà impugnato dai legali della che ha fatto sapere tramite Twitter che procederà nei prossimi giorni con un ricorso ma per almeno una decina di giorni la nave rimarrà ferma in porto.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva esultato alla notizia dell’apertura dell’inchiesta sul caso della Mare Ioni. Dopo che la nave ha chiesto aiuto all’Italia, dirigendosi verso le coste siciliane, Salvini da subito ha ricordato la chiusura dei porti italiani alle Ong dichiarando di contare sull’arresto dei responsabili della Mare Jonio. Anche il ministro del Lavoro Luigi Di Maio si è espresso condannando il modus operandi dell’ong, sottolineando che la Mare Jonio «ha agito senza aver ascoltato gli ordini della Guardia Costiera libica».

Il sindaco di Lampedusa, invece, si è schierato a sostegno dei migranti e dei volontari a bordo della nave ricordando che nell’isola gli sbarchi sull’isola di Lampedusa non sono mai terminati: “A Lampedusa gli sbarchi non sono mai finiti – ha detto Totò Martello -. Arrivano nel silenzio. Piccole barche con motori fuori bordo con una ventina di persone alla volta. Ma Lampedusa non viene mai nominata”.