Un tunisino di 22 anni è stato fermato dalla Polizia su disposizione della procura di Agrigento con l’accusa di essere lo scafista che era alla guida del barcone naufragato a Lampedusa il 23 novembre in cui sono morti almeno 20 migranti.

Il provvedimento di fermo disposto dal procuratore Luigi Patronaggio, dall’aggiunto Salvatore Vella e dal pm Elenia Manno, riguarda Helmi El Loumi, indagato per naufragio, favoreggiamento della immigrazione clandestina e omicidio colposo plurimo.

Le indagini continuano per la individuazione di altri eventuali scafisti tra i sopravvissuti che al momento non sono stati ancora identificati.

Intanto il nucleo sommozzatori della Guardia costiera ha recuperato a Lampedusa altri 4 cadaveri in fondo al mare e una salma che galleggiava. I corpi recuperati finora, dopo il naufragio dello scorso 23 novembre a un miglio dalla costa dell’Isola, sono complessivamente 17. Secondo i 149 sopravvissuti, sul barcone ci sarebbero state 170 persone; ne mancherebbero, dunque, quattro. L’ispezione del relitto, a 47 metri di profondità, sta proseguendo da parte dei sub che utilizzano un robot della Guardia costiera. A coordinare anche questa fase delle ricerche è il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella.

Al cimitero comunale di Montevago nell’Agrigentino intanto sono stati seppelliti tre giovani vittime del medesimo naufragio dello scorso 23 novembre al largo di Lampedusa.

Altre due salme sono state accolte nel cimitero comunale di Santo Stefano Quisquina (Ag). I 5 cadaveri, tutti di donne, erano i primi recuperati dopo la tragedia verificatasi a un miglio dall’isola dei Conigli di Lampedusa. Da stabilire il destino dei corpi recuperati, invece, nella giornata di oggi