Il servizio di depurazione di Raffadali, nell’Agrigentino, è temporaneamente sospeso dopo un assalto notturno all’impianto. Nella notte tra il 26 e il 27 settembre ignoti hanno preso di mira il depuratore di contrada Babbalucia, tranciando e portando via numerosi cavi di rame. Il danneggiamento ha lasciato l’impianto senza alimentazione elettrica. Lo rende noto AICA, l’azienda idrica che gestisce il servizio, che ha sporto denuncia e avviato gli interventi per il ripristino.

Come si è svolto il raid

Secondo la ricostruzione di AICA, i responsabili hanno manomesso i pozzetti della rete elettrica, forzato la cabina centrale di alimentazione e tranciato e sfilato numerosi cavi in rame, compresi quelli dell’area di disidratazione dei fanghi.

Gran parte dei cavi è stata ritrovata arrotolata e abbandonata al centro del piazzale interno all’impianto, verosimilmente in attesa di essere asportata. Il danneggiamento ha comportato la disalimentazione dell’impianto elettrico e la sospensione temporanea del servizio di depurazione.

Gli interventi per il ripristino

I tecnici di AICA sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area, valutare i danni e avviare le operazioni necessarie a riportare l’impianto alla piena funzionalità. Sono in corso le verifiche per quantificare l’entità del danno e definire il cronoprogramma degli interventi di riparazione e sostituzione dei materiali rubati.

La dichiarazione di AICA

Sull’accaduto sono intervenuti il presidente del Cda e il direttore generale dell’azienda: “Siamo profondamente rammaricati per quanto accaduto e chiediamo scusa alla popolazione per i disagi eventualmente provocati. Stiamo lavorando senza sosta, con squadre tecniche interne, per ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile. Abbiamo già attivato tutte le procedure di emergenza e messo in campo interventi straordinari per limitare qualsiasi rischio per l’ambiente e la salute pubblica”.

L’azienda ha sporto formale denuncia alle autorità competenti e collabora con le forze dell’ordine per l’identificazione dei responsabili.