Solo un grande dolore. In tantissimi sono rimasti sconvolti per l’improvvisa morte di Jessica Grifasi, giovanissima, che ha lasciato tutti senza parole.

Tantissimi i messaggi di dolore al padre.

“Caro Gaetano non ci sono parole per alleviare il dolore di un genitore che vede andare via la propria figlia, Jessica in un viaggio senza ritorno. – scrive Paolo – Condoglianze”.

“Condoglianze ,una bellissima ragazza – scrive Francesca – che peccato. Tutto ciò è terribile”.

“Ho appreso con profondo dolore la grave perdita della tua famiglia – scrive Giuseppa -.Non ci sono parole per descrivere la tristezza del momento. Ti siamo molto vicini”.

Jessica amava scrivere. Non molto tempo fa scrisse un pensiero sulla morte dell’attore statunitense Liuke Perry.

“Non mi è mai piaciuto usare i social per dare il commiato a persone care o celebrità, ma la morte di Luke Perry mi ha sconvolta. Solo chi ha la mia età, chi negli anni 90′ era una ragazzina che ha vissuto quel decennio meraviglioso, l’ultimo genuino prima che tutto diventasse digitale, può capire il mio stato d’animo. Beverly Hills era un mantra per tutti noi. Allora il mondo dei teenager si divideva in coloro che amavano Brandon e quelli che preferivano Dylan. Non c’erano i social, ci riunivamo a casa delle compagne di scuola per guardare insieme gli episodi e ci scambiavano le figurine dell’album preziosissimo, il diario di Beverly Hills, io ancora lo conservo. Sognavamo di vivere una storia d’amore come quella di Dylan e Brenda, un appuntamento romantico sulle note di Wiched Game di Chris Isaac. Con Luke oggi se n’è andata via l’ultima pagina della mia adolescenza tanto cara e rimpianta. È come se fosse morta una parte di me, della mia spensieratezza, di una ragazzina di cui a malapena ricordo il sorriso. Oggi quelli che appartengono alla mia generazione, sono in lutto. Sono addolorati. Siamo cresciuti ragazzi degli anni 90′. Addio Luke, ti ricorderemo sempre sulla porche che sfreccia su Rodeo Drive con quel sorriso bello e un po’ maledetto che ci ha fatte innamorare, un baluardo di un passato che non tornerà”.