Un duro colpo al mercato delle sostanze stupefacenti è stato messo a segno nelle aree rurali del nisseno. Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in materia di droga, i Carabinieri dello Squadrone eliportato cacciatori “Sicilia”, con il supporto operativo dei militari della Stazione di Niscemi, hanno condotto una mirata attività di rastrellamento che ha portato alla scoperta di una vasta piantagione illegale.

La scoperta nella zona impervia e franosa

Le operazioni si sono concentrate in un’area particolarmente impervia e caratterizzata da una fitta vegetazione. La zona in questione era peraltro interdetta al transito con un’apposita ordinanza del sindaco a seguito degli eventi franosi verificatisi nel gennaio scorso. Proprio sfruttando l’isolamento del luogo, i responsabili avevano allestito una coltivazione illecita composta da circa 720 piante di Papaver somniferum (comunemente noto come papavero da oppio), che si trovavano già in un avanzato stato di maturazione e pronte per il raccolto.

Due denunce a piede libero

Al termine degli accertamenti e degli accoppiamenti investigativi finalizzati a individuare i presunti responsabili della coltivazione abusiva, i Carabinieri hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela un uomo di 57 anni e una donna di 48 anni. Entrambi i soggetti, residenti a Niscemi e già noti alle forze dell’ordine per precedenti penali, sono ritenuti responsabili della coltivazione illecita della specie vegetale, dalla quale è possibile ricavare sostanze stupefacenti pesanti.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’intera piantagione è stata immediatamente posta sotto sequestro. I campioni vegetali prelevati dai militari saranno ora analizzati dai laboratori specializzati per i successivi accertamenti tecnici, fondamentali per determinare l’esatto quantitativo di principio attivo presente nelle piante.

Il presidio del territorio e le garanzie legali

Questa brillante operazione conferma il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri e, in particolare, dello Squadrone eliportato cacciatori “Sicilia”, nel contrasto alle attività illecite nelle aree rurali e boschive più recondite del territorio, attraverso attività di monitoraggio continuo e rastrellamento finalizzate ad assicurare la legalità e a tutelare la sicurezza pubblica.

È opportuno ricordare che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, in conformità con il principio costituzionale della presunzione di innocenza, per i due indagati vige la massima tutela fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.