Nelle prime ore della giornata, il Comando Provinciale di Caltanissetta ha dato il via a una vasta operazione che ha visto l’impiego di circa 200 Carabinieri. L’azione, supportata dalle unità cinofile, dallo Squadrone Cacciatori di Sicilia e dal 9° Nucleo Elicotteri, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Caltanissetta. Il provvedimento riguarda 35 soggetti, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza e traffico di stupefacenti. Per 32 degli indagati è stata disposta la custodia in carcere, mentre per i restanti 3 sono stati decisi gli arresti domiciliari.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, ha svelato i nuovi interessi economici della famiglia mafiosa di Niscemi. In particolare, gli inquirenti hanno raccolto gravi elementi indiziari su un’infiltrazione capillare nel settore della raccolta degli oli vegetali esausti. Secondo quanto emerso, il sodalizio sarebbe riuscito a monopolizzare il comparto imponendo accordi criminosi con alcune ditte specializzate. Tali imprese, ritenute colluse con l’organizzazione, sono state sottoposte a sequestro preventivo per un valore economico complessivo che supera i 6 milioni di euro.

Oltre al controllo del tessuto imprenditoriale, le indagini hanno fatto luce su una ramificata organizzazione dedita allo spaccio di cocaina e marijuana. Il gruppo criminale gestiva il territorio con metodi ferrei, imponendo il rilascio di vere e proprie autorizzazioni a chiunque volesse vendere stupefacenti a Niscemi. In cambio del permesso, gli spacciatori dovevano versare un contributo economico o garantire la propria disponibilità alle richieste del clan. L’attività investigativa è riuscita a documentare oltre 200 episodi di cessione di droga, confermando la pressione costante esercitata dalla criminalità organizzata sulla zona.