Continua il processo sul “Sistema Saguto” a Caltanissetta, che vede 14 imputati oltre all’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo Silvana Saguto. Oggi è stato il turno dell’avvocato di parte civile del Comune di Palermo, Giovanni Airò Farulla.

Il legale ha contestato la richiesta di pena dalla Procura per il figlio di Silvana Saguto, Emanuele Caramma. “Gli hanno regalato una laurea e non mi è sembrato pentito per nulla”, ha detto il legale di parte civile che non condivide nemmeno la richiesta di assoluzione per Vittorio Saguto, padre dell’ex giudice. “C’è una intercettazione in cui la Saguto – osserva l’avvocato – dice al padre: ‘abbiamo bisogno di 800 euro, prendili dalla mia borsa nera e fammeli avere’. Quale padre non si chiede perché la figlia ha quel contante in una valigia?”.

L’avvocato ha chiesto la condanna di tutti gli imputati e su Silvana Saguto ha detto che si tratta di “una poveretta che non ha capito di essere diventata preda di un personaggio come l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara”. Secondo l’avvocato di parte civile Sergio Falcone,  sarebbe lui il regista del sistema. Il legale ha anche chiesto una provvisionale pari a 200 mila euro.

“Le aziende di Padovani – ha spiegato – erano 12. Tutta l’attività degli amministratori era fare cassa, licenziare,
svendere. Le attrezzature delle aziende a mio modo di vedere furono vendute in nero da Cappellano Seminara a prezzo di mercato sulla base delle sottovalutazioni fatte dall’ingegnere Lorenzo Caramma, marito di Silvana Saguto. Il sospetto è che vi fosse una differenza in nero che finiva nelle loro tasche. Beni che valevano molto di più  furono letteralmente svenduti e per quattro o cinque aziende ci sono documenti che attestano la sproporzione tra la qualità e la quantità delle cose sequestrate e il prezzo ricavato ufficialmente”.