Posti di lavoro in cambio di voti per sostenere la maggioranza. Con questa accusa il Gup di Caltagirone, Salvatore Cavallaro, ha rinviato a giudizio 5 persone, nell’ambito di un’inchiesta sulla presunta parentopoli legata al Comune di Mineo e al Cara.

Su richiesta del procuratore Giuseppe Verzera, dovranno rispondere davanti al giudice: l’ex presidente del consorzio Sol Calatino, Paolo Ragusa, l’attuale sindaco  Anna Aloisio, l’ex primo cittadino Giuseppe Mario Mirata e gli ex assessori Maurizio Gulizia e Luana Mandrà.

L’accusa, a vario titolo, è di corruzione in atti d’ufficio e induzione alla corruzione. Secondo l’accusa  gli indagati avrebbero creato una “parentopoli” per elargire ai propri familiari e agli amici fedelissimi dei posti di lavoro al Cara di Mineo, promessi in cambio di voti in consiglio comunale per sostenere la maggioranza.

La prima udienza è fissata per il 27 settembre, la difesa aveva chiesto il non luogo a procedere per la presunta estraneità ai fatti degli imputati.

E’ il primo dei tanti filoni d’inchiesta legati al Cara di Mineo ad approdare in un processo. Proprio stamane la commissione parlamentare d’inchiesta sull’accoglienza ai migranti ha chiesto la chiusura del centro.