L’attività è cominciata alle 3.30 di stamattina, con esplosioni stromboliane dal cratere Voragine. Da lì si è progressivamente intensificata, fino a evolvere in una fontana di lava. È la ricostruzione fornita dall’Osservatorio Etneo dell’Ingv nell’ultimo aggiornamento sull’attività del vulcano.

Il flusso piroclastico verso la Valle del Bove

Nel corso dell’evento i tecnici hanno osservato anche un piccolo flusso piroclastico diretto verso la Valle del Bove. Un fenomeno che non era stato registrato nelle prime fasi dell’attività.

La colonna di cenere ha raggiunto, inoltre, un’altezza di circa 7 chilometri sul livello del mare, propagandosi verso il quadrante occidentale del vulcano.

L’attività in diminuzione

Dalle 10.30 l’attività stromboliana è gradualmente diminuita, ma permane un’intensa emissione di cenere.

Sul fronte del tremore vulcanico, dopo la fase di incremento, a partire dalle 10 circa si è registrato un rapido decremento, con valori che restano comunque nella fascia alta. La sorgente del tremore, fino alle 9 circa, è stata localizzata in un’area poco a ovest dei crateri Voragine e Bocca Nuova, e successivamente al cratere Voragine, a una profondità di circa 3.000 metri sopra il livello del mare.

Quanto all’attività infrasonica, dalle 6.30 circa sono stati osservati eventi di media energia localizzati nell’area del cratere Voragine. Al momento il livello è basso.

I dati sulle deformazioni

Il monitoraggio ha registrato anche una decompressione di circa 60 nanostrain. Nello stesso periodo, la stazione clinometrica sommitale di cratere Del Piano ha rilevato una variazione di circa un microradiante.

L’Osservatorio Etneo continua a seguire l’evoluzione del fenomeno e fornirà ulteriori aggiornamenti in caso di variazioni dell’attività.

Il quadro secondo l’Ingv: una ripresa iniziata a fine giugno

A inquadrare l’episodio in un contesto più ampio è Stefano Branca, direttore del Dipartimento Vulcani dell’Ingv. L’eruzione, ha spiegato, “si inquadra in questo periodo di ripresa dell’attività che è iniziato a fine giugno con un primo episodio proprio al cratere Voragine e si inquadra in quello che è attualmente il livello dei parametri di monitoraggio del vulcano, che variano fra valori medi e valori alti”.

Il direttore ha poi ricostruito la dinamica della mattinata: “A partire da da questa mattina intorno alle 3.30 l’attività eruttiva che ha caratterizzato L’Etna in quest’ultimo mese si è intensificata. In particolare al cratere Voragine l’attività stromboliana è gradualmente aumentata, si è intensificata nelle ore successive per poi evolvere nella tipica attività più intensa di fontana di lava che ha prodotto, e sta producendo, una colonna di cenere alta circa 7 km sul livello del mare, dei venti in quota stanno spingendo in direzione nord-ovest che sta causando una debole ricaduta di cenere nel versante nord-occidentale dell’Etna, quindi interessando l’abitato di Cesarò”.