Riprende l’eruzione dell’Etna e torna a chiudere l’aeroporto di Catania. Proprio nei giorni degli ultimi rientri torna l’incubo dei voli dirottati e cancellati.

SAC, la società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica, infatti, che, a causa dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera e la direzione dei venti prevalenti in quota, è stata disposta la chiusura dello spazio corrispondente al settore C1.

Sono sospese le attività di volo in arrivo all’aeroporto di Catania fino alle 16:00 ora locale del 14 settembre.

Al momento, la situazione è di chiusura agli arrivi, ma non a tutte le partenze. L’estate ci ha insegnato però, che questo tipo di chiusura blocca spesso anche le partenze, per mancato arrivo dell’aeromobile e per tanti altri motivi.

I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.

Italia Rimborso subito attiva

Appena annunciata la chiusura dell’aeroporto già Italia rimborso è attiva per i passeggeri che saranno coinvolti nel blocco e definisce quella di Catania “una gestione in equilibrio precario, che cambia di ora in ora e che si traduce in una lunga catena di disservizi per i viaggiatori. Voli cancellati, riprogrammati, dirottati su altri scali, comunicazioni che arrivano a ridosso della partenza, itinerari che diventano percorsi a ostacoli”.

La chiusura è stata annunciata direttamente dall’aeroporto, dopo l’intensificarsi dell’attività vulcanica nelle prime ore del mattino. In particolare è stato interdetto il settore C1, con conseguenze immediate sull’operatività.

Le compagnie stanno avvisando i passeggeri con messaggi e notifiche. Alcuni voli vengono cancellati, altri dirottati su Palermo, Trapani o Comiso nel tentativo di salvare almeno una parte del programma. È un contesto in cui il vettore non ha responsabilità diretta. Un’eruzione vulcanica rientra infatti tra le circostanze eccezionali previste dal Regolamento Europeo 261/2004, e quindi non scatta la compensazione pecuniaria. Ma la tutela del passeggero non finisce qui.

Il Regolamento stabilisce che, quando la compagnia non riesce a garantire un’assistenza adeguata, il viaggiatore può ottenere il rimborso delle spese sostenute per raggiungere comunque la destinazione finale. È un diritto spesso ignorato, ma decisivo in situazioni come questa. Chi riceve una riprotezione fissata nei giorni successivi può scegliere di non accettarla e organizzarsi autonomamente per raggiungere la meta prefissata. La condizione essenziale è quella di conservare la prenotazione originale e ogni ricevuta, scontrino o fattura che documenti le spese affrontate. Senza quella traccia, il rimborso diventa impossibile.

Lo stesso vale per i voli operati ma dirottati su altri scali. Anche in questo caso la compagnia ha l’obbligo di assistere il passeggero nel completare il viaggio da e per Catania. Se ciò non avviene, il viaggiatore può provvedere da sé e chiedere il rimborso successivo, sempre nel limite della ragionevolezza, senza soluzioni eccessive e niente costi sproporzionati rispetto alla situazione.

“I passeggeri che subiranno disservizi a causa dell’eruzione dell’Etna – spiega Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso – possono fare riferimento al Regolamento 261/2004. Se non vengono riprotetti, hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti che coinvolgono l’aeroporto di Catania per via dell’eruzione Etna. È fondamentale conservare ogni ricevuta e ricordare che le spese devono essere ragionevoli”.