“L’inchiesta sulla festa di Sant’Agata è stata aperta. La Procura non sottovaluta fatti che sono di una gravità inaudita perché gettano una luce veramente negativa su di una festa e su di una città che meriterebbero molto, ma molto di più”.

Lo ha detto il Procuratore della Repubblica a Catania Carmelo Zuccaro rispondendo, a margine di un incontro su una operazione antimafia di Polizia e carabinieri, alle domande dei giornalisti in merito all’inchiesta aperta sulla festa della Santa Patrona del capoluogo etneo.

“Altro non posso dire se non questo: la Procura – ha aggiunto Zuccaro – è veramente contenta che finalmente vi siano state delle persone, che avevano delle responsabilità, che hanno saputo essere ferme nei confronti di delinquenti che cercavano di imporre ancora una volta con arroganza la loro volontà. Agiremo e abbiamo delle forze di polizia che ci consentiranno di fare luce presto su questi episodi”.

“Onorare Sant’Agata significa anche collaborare affinché la festa, in tutti i suoi momenti, si svolga con ordine, nella sicurezza e nella legalità”. Lo afferma l’arcivescovo metropolita di Catania, Salvatore Gristina, nell’omelia della Messa celebrata per la Festa in onore della Patrona della città, sulla cui processione, e in particolare sul cambio di percorso, ha aperto un’inchiesta la Procura.

“E’ bello poter sottolineare – aggiunge mons. Gristina – che, facendo ciascuno la nostra parte, la festa sta andando bene. Possiamo, quindi, ringraziarci vicendevolmente, fedeli, Istituzioni civili ed ecclesiastiche, Comitato per la Festa di Sant’Agata, associazioni agatine e volontariato. Non possiamo, perciò, accettare che l’impegno generoso da parte di tante persone di buona volontà sia offuscato da qualche gesto contrario da parte di pochi. Chi ha sbagliato – osserva l’arcivescovo metropolita di Catania – se ne renda conto, se ne penta, chieda perdono al Signore, si scusi con Sant’Agata e con la comunità”.

“Agata ci vuole rendere come lei “liberazione” della nostra Città – dice mons. Gristina – lo saremo se ci comporteremo da veri discepoli di Gesù e da cittadini esemplari. Libereremo la nostra Città, libereremo le nostre comunità se osserveremo i Comandamenti del Signore, se nella nostra vita quotidiana seguiremo quello che Gesù ci dice nel Vangelo. Stringerci attorno ad Agata ha questo forte ed impegnativo significato. Essere devoti di Agata significa impegno personale e comunitario per onorarla bene, con la santità della vita, con l’onestà quotidiana, con la promozione del bene comune, con la solidarietà e l’accoglienza verso tutti, e – sottolinea l’arcivescovo metropolita di Catania – particolarmente nei riguardi delle persone che da noi attendono vicinanza cordiale e generosa”.