Dopo due giornate meravigliose, il Giro d’Italia saluta la Sicilia. Lo spettacolo regalato dall’Etna nella quarta tappa vinta dallo sloveno Polanc, si è ripetuto anche nella quinta frazione del Giro quella che ha portato i corridori da Pedara a Messina. Sullo stretto, proprio a pochi metri da casa Nibali, si è imposto il colombiano Gaviria, che ha vinto in volata dopo 159 km di gara.

Anche quest’oggi su tutto il percorso, grande entusiasmo e bagno di folla per la corsa rosa: da Pedara a San Pietro Clarenza, da Mascalucia a Gravina, da Viagrande a Zafferana.

LA CORSA. Si parte con 8 minuti di ritardo sulla tabella di marcia. Alle 13.23 il gruppo si muove da Pedara in direzione di Mascalucia e San Pietro Clarenza. Pronti via e subito si registra lo scatto di due corridori: sono Paterski e Shalunov che già al passaggio di Gravina hanno più di due minuti di vantaggio sul gruppo.

La carovana non ha un passo molto veloce e i battistrada riescono ad accrescere il proprio vantaggio: a Trecastagni il distatto del gruppo è già di 4 minuti; differenza che si assottiglia quando la corsa comincia a salire verso Zafferana e Milo.

Subito dopo il gran premio della montagna di Sant’Alfio, vinto da Paterski, la carovana comincia a scendere verso il mare. Arrivati a Francavilla sono 2’ 45’’ i minuti di vantaggio dei battistrada sul gruppo compatto.

Si arriva al rifornimento posto a Giardini Naxos e prima di cominciare a salire verso Taormina il gruppo continua ad avere circa 3 minuti di ritardo rispetto ai battistrada.

Sul traguardo volante di Taormina è ancora Paterski a imporsi. Il gruppo giunge al passaggio intermedio con 3 minuti di ritardo. Si ritorna sul lungomare e comincia la lunga corsa verso il traguardo, per velocisti, di Messina.

Il panorama che regala il litorale messinese è incredibilmente spettacolare: Letojanni, Sant’Alessio, Santa Teresa di Riva. I fuggitivi tengono, anche se d’ora in avanti il percorso è tutto pianeggiante e se il gruppo dovesse aumentare il ritmo, per i battistrada non ci sarebbe molto da fare.

Altro traguardo volante a Roccalumera: a passare per primo è ancora una volta Paterski, ma il gruppo comincia ad aumentare il ritmo e il vantaggio dei battistrada si assottiglia quando mancano circa 35 km alla’arrivo.

A 25 dall’arrivo il vantaggio dei battistrada è sceso a 1 minuto e mezzo: si avvicina l’aggancio che avviane, regolarmente, a circa 15 km dall’arrivo. Finisce la fuga di Paterski e Shalunov cominciata a Mascalucia, pochi km dopo la partenza da Pedara. Un’impresa praticamente impossibile.

Comincia il circuito all’interno della città di Messina, percorso che i corridori dovranno percorrere 2 volte. In testa al gruppo si portano gli ‘uomini dei velocisti’ che dovranno preparare la volata. Al passaggio sul traguardo passa per primo Pibernick che alza le braccia convinto di aver vinto. Il corridore non si capacita per almeno un centinaio di metri, poi si accorge che il gruppo continua a pedalare e riprende la corsa dopo la beffa.

Si arriva alla volata finale: ritmo altissimo, ma il più forte e veloce di tutti è sempre il colombiano Fernando Gaviria che vince la sua seconda tappa in questo giro d’Italia.

Finisce l’avventura siciliana del centesimo Giro d’Italia. Una due giorni caratterizzata dal calore del pubblico e dagli splendidi panorami che solo la Sicilia sa regalare. Dal mare alla montagna per tornare al mare, l’isola ha dato il meglio di se. Il Giro, adesso, si sposta in Calabria.