Fanno davvero stupore le foto della movida a Catania con centinaia di giovani assembrati e quasi tutti senza mascherina. Quelle immagini stanno facendo il giro dei social, scatenando l’indignazione dei tanti che, invece, combattono il Covid19 rispettando le regole per il contenimento dell’emergenza sanitaria.

 

Il prefetto di Catania

Il prefetto della città etnea, Claudio Sammartino, allarmato per la diffusione del contagio, ha deciso di potenziare i controlli nelle zone ritenute sensibili e critiche, come piazza Currò dove la sera di venerdì scorso molti giovani, anche senza mascherina, hanno affollato la strada e i locali del posto.

Assembramento interrotto dall’arrivo di diverse pattuglie dei carabinieri e dall’invito dei militari dell’Arma al gestore di un esercizio di anticipare la chiusura. Richiesta che è stata accolta. Il prefetto Sammartino, oltre che a disporre l’aumento dei controlli, auspica “un maggior senso di responsabilità da parte della cittadinanza” in un momento delicato per la crisi pandemica da Covid19.

Fenomeno siciliano

Catania non è certo la pecora nera della Sicilia, d’altra parte nelle scorse ore un’altra grande città dell’isola, Messina, è diventata zona rossa, segno che i comportamenti sono stati piuttosto discutibili. A Siracusa, gli agenti della Polizia municipale, delle Volanti, i carabinieri e la Guardia di finanza, nella serata di ieri hanno scovato decine di giovani con birre ed aperitivi in mano in prossimità dei locali situati tra via Malta ed Ortigia, il cuore della movida siracusana.

Tra loro anche dei minorenni, evidentemente sfuggiti al controllo dei genitori. Ad Avola, fa paura l’impennata dei contagi: 368 positivi in una città di circa 30 mila abitanti. Il sindaco ha rimproverato quei cittadini che, fregandosene del virus, perseverano a condurre la stessa vita prima della comparsa della pandemia, per cui ha firmato un’ordinanza che dispone il divieto di stazionamento nelle vie e nelle piazze. Positivi in aumento anche nell’Agrigentino.