Sono sei le persone arrestate nell’ambito dell’operazione Cerchio Magico su presunti episodi di corruzione nella gestione della società partecipata Pubbliservizi di Catania fra il 2015 ed il 2016.

A finire in carcere sono stati l’ex presidente della società in house, Adolfo Maria Messina, 61 anni, ed il consulente della Pubbliservizi, Alfio Massimo Trombetta, di 52, ritenuti dagli investigatori gli organizzatori dell’associazione che avrebbe messo in atto gli episodi di corruzione.

Arresti domiciliari, invece, per Raffaello Giovanni Pedi (cl.1974) responsabile di una delle 4 posizioni organizzative (manuntenzione edilizia) in cui si articola la struttura ordinativa della società che avrebbe partecipato ad alcune commissioni di gare d’appalto che secondo i magistrati di Catania sarebbero state “pilotate”.

La stessa misura è stata applicata agli imprenditori Rosario Simone Graziano Reitano (cl.1981) e Santo Nicotra (cl.1973) rispettivamente amministratore di un’azienda di “lavori di installazione di impianti elettrici” ed esercente di “commercio all’ingrosso di materiale elettrico” ed Alfio Giuffrida (cl.1958) amministratore di fatto di una società di “costruzioni di edifici”.

Tra gli indagati anche Salvatore Branchina (cl.1959) nella sua qualità di responsabile unico dei procedimenti (RUP) della Pubbliservizi SPA il quale comunque non è stato raggiunto da alcuna misura restrittiva in quanto ha offerto agli investigatori un rilevante contributo per l’utile prosecuzione delle indagini.

L’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla procura etnea va avanti, così come ha precisato il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro nel corso di una conferenza stampa.