“Il governo regionale deve fare la sua parte individuando nelle pieghe del bilancio regionale le risorse necessarie per andare incontro ai comuni e ai cittadini che subiscono i disagi causati dalla cenere vulcanica, magari a discapito di qualche spettacolo di troppo”. Parole del segretario regionale del Partito Democratico siciliano, Anthony Barbagallo, pronunciate oggi a Milo alla conferenza stampa dei sindaci di 5 Comuni etnei (Milo, Zafferana Etnea, Sant’Alfio, Santa Venerina e Giarre) indetta per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza cenere dell’Etna.

Confronti con la protezione civile nazionale

“Ci siamo fatti carico, come Pd, – aggiunge Barbagallo – di diversi incontri grazie all’impegno del nostro capogruppo alla camera Debora Serracchiani, con il responsabile della protezione civile, Fabrizio Curcio, perché siamo convinti che debba essere dichiarato lo stato di calamità per l’emergenza cenere sull’Etna e almeno deve essere riaperto lo stato di mobilitazione inspiegabilmente fermo al primo luglio”.

Problema che si trascina da mesi

“Una vera e propria emergenza che si è protrae da diversi mesi e per cui – ricorda Barbagallo – il PD all’Ars aveva proposto un emendamento alla Finanziaria che prevedeva uno stanziamento di 5 milioni di euro per fronteggiare i costi a carico dei comuni per la raccolta e lo smaltimento della cenere vulcanica, emendamento che è bocciato – conclude – dal centrodestra sia in commissione Bilancio sia in aula”.

Nei giorni scorsi l’annuncio

Lo scorso 9 settembre è stato annunciato che sono in arrivo dalla Regione Siciliana altri 2 milioni di euro per i danni subiti dai Comuni a causa della cenere vulcanica dell’Etna. Il dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina, ha infatti firmato il decreto per erogare le somme a 24 centri del Catanese e uno del Messinese. Diventano così tre i milioni di euro destinati dal governo Musumeci alle amministrazioni colpite dall’incessante attività vulcanica. Nello scorso giugno, infatti, era già stato trasferito un primo milione di euro, risultato insufficiente a coprire le spese sostenute per rimuovere e conferire la cenere accumulata nelle strade e negli spazi pubblici e ripristinare la viabilità.

 

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