Ostacolavano con il metodo mafioso le attività agricole e imprenditoriali nella zona del Parco dei Nebrodi e condizionavano il libero mercato costringendo allevatori e agricoltori a cedere i terreni.

E’ quanto ricostruito dai investigatori di Catania e Messina che con l’operazione denominata ‘Nebrodi’ ha arrestato nove persone legate alla Cosca catanese dei Santapaola-Ercolano ed ‘egemoni’ nei territori di Bronte, Cesarò e Maniace.

CHI SONO LE NOVE PERSONE ARRESTATE 

Danneggiamenti, furti, uccisioni di animali erano diventati il mezzo utilizzato per intimare ai proprietari di riconoscere ‘la mafia’ come unica interlocutrice.

Erano i ‘sodali’, di volta in volta, ad intavolare trattative autonome con i proprietari terrieri o a costringere gli acquirenti dei terreni sui Nebrodi a desistere anche con l’uso della forza.

Dopo l’attentato al Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, le indagini si sono concentrate sulla figura di Salvatore Catania: era lui a ‘tessere’ le relazioni tra la mafia catanese e quella messinese.

Un’altra intimidazione, subita da un allevatore di Cesarò (costretto a fare un passo indietro sulla trattativa) riguarda un terreno da 120 ettari nel Parco dei Nebrodi ed era stata ‘ordinata’ da Giovanni Pruiti, considerato dagli investigatori il ‘capo’ del gruppo di CesaròPER SAPERNE DI PIU’ 

Per il comandante provinciale dei carabinieri di Messina, Iacopo Mannucci Benincasa “L’operazione ha svelato come la mafia dei Nebrodi stia tentando di aggirare i vincoli posti dal protocollo Antoci nell’erogazione dei contributi comunitari in agricoltura. Le indagini condotte dall’Ama hanno infatti permesso di fare luce su una serie di estorsioni, di cui erano vittime alcuni imprenditori agricoli, costretti a cedere ad esponenti del clan Santapaola ogni diritto su centinaia di ettari di terreno, per acquistare i quali avevano già versato oltre 250 mila euro. I 9 arresti hanno posto fine al clima di terrore – fatto di macabre intimidazioni e violente aggressioni – che ormai da mesi si respirava tra gli allevatori della zona”

far