Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha arrestato Severdzan Bajirami, 37 anni; Veton Sabani, 44 anni; Leonard Bajrami, 19 anni; Djeimsi Berisha, 31 anni; Erdan Berisa, 25 anni.

Le manette sono scattate in esecuzione di ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa in data 5.4.2019 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, poiché ritenuti responsabili, in concorso tra loro e con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, dei reati di tentato omicidio aggravato e lesioni personali aggravate ai danni di due fratelli, loro connazionali.

Il provvedimento accoglie gli esiti di indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale di Catania ed eseguite dalla Squadra Mobile – Sezione Reati contro la Persona, avviate a seguito di una segnalazione di rissa avvenuta la sera dello scorso 11 febbraio nel centro storico di Catania.

Al verificarsi dei fatti, il personale della Squadra Mobile, giunto sul posto, ha accertato che poco prima vi era stata una violenta aggressione nei confronti di due fratelli originari del Kosovo, i quali presentavano vistose ferite alla testa e al volto con notevole perdita di sostanza ematica, da parte di un gruppo di connazionali, due dei quali armati di pistola.

I fratelli erano stati, infatti, colpiti rispettivamente uno in testa con una spranga di ferro e l’altro in bocca con il calcio di una pistola, subendo la rottura degli incisivi e dei canini superiori ed inferiori.
I fratelli venivano prontamente trasportati presso i locali Ospedali “Cannizzaro” e “Garibaldi Centro”.

In sede di sopralluogo, eseguito unitamente a personale del locale Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica, sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati un manico di stecca da biliardo spezzato, una chiave da lavoro, una mazza in legno del tipo da baseball e un tubo in ferro con presenza di sostanza ematica.

Le indagini hanno consentito di accertare che gli arrestati hanno effettuato una vera e propria spedizione punitiva, previamente concertata ed organizzata, posta in essere a causa del rifiuto opposto dai fratelli di fare prostituire la convivente di uno dei due, che si trovava in avanzato stato di gravidanza.

Per i suddetti fatti, il G.I.P. ha disposto la custodia cautelare in carcere per Severdzan Bajirami, Veton Sabani e Djeimsi Berisha e gli arresti domiciliari per Leonard Bajrami e Erdan Berisa.