Elezioni europee come banco di prova per la nascita di un nuovo centro, una sorta di Democrazia Cristiana 3.0. E’ il messaggio non detto, quello sottinteso lanciato a sorpresa proprio quando questa possibilità sembrava essere ormai definitivamente accantonata.

Il messaggio viene dagli Autonomisti di Raffaele Lombardo. “Autonomisti per l’Europa, un obiettivo possibile” era il tema dell’incontro tenuto alle Terrazze di Catania, viale Ulisse che ha visto in campo lo stesso ex Presidente della Regione Raffaele Lombardo e l’assessore della giunta Musumeci Antonio Scavone per il candidato ‘Popolare’ alle Europee Saverio Romano. Un incontro che ha dato segnali politici che vanno ben oltre l’evento di caratura elettorale.

La Sicilia e, in questo caso, l’area catanese mostra che c’è una grande domanda di moderazione, di concretezza e di capacità di mediazione. Il Centro si ritrova e ritrova il proprio orgoglio pensandosi alternativo al governo gialloverde, e in generale alle tensioni sovraniste, populiste e anti europee di questi anni.

E’ stato Saverio Romano per primo nei giorni scorsi ad autodefinirsi un ‘democristiano 3,0‘ “Politica è individuare ciò che ci unisce e io qui oggi mi sento a casa: popolari e autonomisti, che hanno già intrapreso un percorso vincente, hanno in comune le radici – ha detto Saverio Romano -. Don Sturzo non fu solo il primo popolare ma anche il primo autonomista: un autonomismo che esalta l’identità dentro l’unita’, in un quadro istituzionale di libertà, di diritti, di pace, di libertà”.

“Siamo di fronte ad un bivio. Non c’è un’altra possibilità. In gioco il futuro dei nostri figli – ha aggiunto – la prospettiva di sviluppo, di coesione sociale, di centralità nello scacchiere mondiale. Abbiamo molto da fare, perché dobbiamo recuperare autorevolezza e credibilità. Un patrimonio che il governo nazionale ha messo a rischio”.

E il sigillo lo ha messo personalmente Raffaele Lombardo con una dichiarazione tanto semplice quanto chiara nel suo stile, una indicazione al ‘suo’ popolo “Io voto Romano e Berlusconi mentre le donne in lista vanno tutte bene” con chiaro riferimento proprio alle Europee di domenica prossima e ricordando come per la validità del voto occorra comunque inserire anche una donna nella terzina di preferenze senza però sbilanciarsi su nessuno dei candidati di sesso femminile lasciando libertà di scelta, in questo senso, agli autonomisti