Venticinque anni di cure palliative, assistenza domiciliare, sostegno alle famiglie e presenza quotidiana accanto alle persone nei momenti di maggiore fragilità. Ma soprattutto venticinque anni nei quali è cambiata profondamente la cultura del prendersi cura.

È questo il bilancio emerso nel corso dell’incontro con cui SAMOT Catania ETS ha celebrato i suoi primi 25 anni di attività, riunendo all’Istituto di incremento ippico per la Sicilia, istituzioni, professionisti sanitari, rappresentanti del Terzo Settore e operatori per ripercorrere il cammino iniziato nel 2001 e, allo stesso tempo, guardare alle nuove sfide delle cure palliative.

Un anniversario, dal titolo significativo “25 anni – Accanto alla vita”, che ha avuto ricordare il valore della celebrazione. Al centro della tavola rotonda è stato posto infatti il consuntivo di un quarto di secolo di attività, a partire dall’intuizione con cui il fondatore Giulio Mellini diede vita a SAMOT Catania nel 2001: portare la cura vicino alla persona, anche e soprattutto quando la malattia entra nella sua fase più complessa, coinvolgendo e sostenendo l’intero nucleo familiare.

«Venticinque anni fa abbiamo iniziato un percorso in un contesto nel quale parlare di cure palliative significava anche contribuire a costruire una nuova cultura della cura – sottolinea Giulio Mellini –. Oggi possiamo guardare a quanto è stato fatto con la consapevolezza di avere accompagnato un cambiamento importante: mettere al centro la persona, la sua dignità e il diritto a essere assistita fino alla fine, senza lasciare sola la famiglia. Il valore più grande di questi 25 anni sono le persone che abbiamo incontrato e la fiducia che ci è stata affidata».

Un percorso che ha accompagnato anche l’evoluzione delle cure palliative e dell’assistenza domiciliare, facendo della prossimità uno dei punti centrali dell’azione di SAMOT Catania.

Oggi quel patrimonio diventa la base sulla quale costruire il futuro.

«Questo anniversario non rappresenta un punto di arrivo – evidenzia la presidente di SAMOT Catania ETS, Giuliana Privitera – ma un momento dal quale ripartire. In questi 25 anni sono cambiate la società, le famiglie e le fragilità e sono cresciuti i bisogni assistenziali. La sfida è continuare a offrire risposte capaci di integrare competenze sanitarie, attenzione alla dimensione psicologica e sociale, territorio e Terzo Settore, senza perdere mai la centralità della persona e della sua famiglia».

Il confronto sul futuro delle cure palliative

La celebrazione ha rappresentato anche un momento di confronto tra alcune delle principali realtà impegnate nel settore.

Sono intervenuti Giulio Mellini, fondatore di SAMOT Catania ETS; Tania Piccione, presidente della Federazione Cure Palliative; Carmela Savoca, psicologa, psicoterapeuta, coordinatrice di SAMOT Catania ETS e coordinatrice regionale FCP; Nicolò Mellini, già presidente di SAMOT Catania ETS; Giuseppe Squillaci, responsabile UVP dell’ASP Area Metropolitana di Catania; e Giuliana Privitera, presidente di SAMOT Catania ETS. A portare il proprio contributo è stato anche l’on. Giorgio Trizzino, fondatore di SAMOT ETS e da anni impegnato nella promozione del diritto alle cure palliative, intervenuto attraverso un videomessaggio.

Un confronto che ha permesso di intrecciare la storia dell’associazione con il presente delle cure palliative e con la necessità di rafforzare sempre più una rete capace di mettere in relazione sanità pubblica, assistenza domiciliare, professionisti, Terzo Settore e comunità.

Particolarmente significativo anche il contributo degli operatori di SAMOT Catania, le cui testimonianze hanno restituito la dimensione più concreta di questi 25 anni: quella dell’assistenza vissuta ogni giorno nelle case, a contatto diretto con pazienti e familiari.

La scelta del Centro di Incremento Ippico come luogo della celebrazione ha inoltre rafforzato il legame con Catania, la città nella quale l’associazione è nata e nella quale ha costruito, nel corso degli anni, una parte fondamentale della propria identità.

La serata si è conclusa con un momento conviviale, trasformando l’anniversario anche in un’occasione per ritrovarsi e condividere il patrimonio umano costruito in un quarto di secolo.

Venticinque anni dopo, il filo conduttore resta quello racchiuso nel titolo scelto per l’anniversario: “Accanto alla vita”. Una storia che SAMOT Catania ha voluto rileggere non soltanto attraverso ciò che è stato realizzato, ma soprattutto attraverso la responsabilità di ciò che resta da costruire: continuare a garantire cura, dignità, ascolto e vicinanza alle persone e alle famiglie che affrontano la fragilità.


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