Sull’episodio di aria irrespirabile che diversi giorni fa ha interessato Siracusa, evento che ha allarmato cittadini, famiglie, lavoratori e persone fragili, si continua a registrare il silenzio assoluto dell’amministrazione comunale.
ARPA Sicilia ha dato conto dell’evento di molestie olfattive del 13 maggio, registrando 149 segnalazioni arrivate tramite l’App NOSE dal Comune di Siracusa e l’attivazione automatica del campionatore. Ma, anche in questa circostanza, nessuna comunicazione successiva o spiegazione comprensibile è stata data alla città. Sul caso inoltre, nessuna azienda ha chiarito se vi siano stati fuori servizio, anomalie, malfunzionamenti o eventi collegati alle emissioni.
Una città che vive accanto ad una delle aree industriali più grandi e problematiche d’Europa non può essere lasciata nell’incertezza ogni volta che l’aria diventa irrespirabile.
Anche questo evento ha reso evidenti le gravi carenze che si ripetono puntualmente sia nei controlli (che consentono alle singole aziende di sfuggire alle proprie responsabilità), sia nella tempestività della comunicazione ai cittadini, che dovrebbe essere di competenza del Sindaco, primo responsabile della tutela della salute dei cittadini.
Se sono queste le premesse, a breve potremmo essere costretti a porci gli stessi interrogativi sulla qualità delle acque del mare, non appena tutte le industrie si staccheranno dall’Ias e cominceranno a scaricare singolarmente i loro reflui depurati. In questo caso chi garantirà la corretta depurazione di quei reflui? Chi controllerà tutti gli scarichi a mare degli industriali?
In un quadro simile non è difficile prevedere che, anche in mare, le aziende “giocheranno a nascondino” esattamente come fanno per gli inquinamenti dell’aria, contribuendo a delineare un’altra emergenza ambientale, che riguarda anche Siracusa e sulla quale il Sindaco tace. Silenzio prolungato anche sul progetto di conferimento all’IAS dei reflui di Siracusa, Floridia e Solarino. Progetto dato più volte per scontato dall’amministrazione insieme all’auspicata chiusura dello scarico dei reflui nel porto. Tanto per cambiare anche su questo è calato il silenzio, come mancano notizie sul futuro dell’IAS.
Nessuna notizia – come da più parti segnalato – su chi sosterrà i costi di trasformazione e gestione dell’impianto ecologico, dopo che i privati si saranno definitivamente staccati, su come e quando si realizzerà il progetto e con quale condotta questo dovrebbe avvenire. Appare quindi evidente che, senza garanzie sull’IAS, tutti i progetti annunciati rimarrebbero solo annunci di propositi, più o meno buoni. Come risulta altrettanto chiaro che su temi essenziali come: aria, acqua, salute e sicurezza ambientale non possono più esserci zone d’ombra e sottovalutazioni, perché la fiducia dei cittadini nelle istituzioni si indebolisce proprio quando mancano risposte.
Il Sindaco venga quindi in Consiglio Comunale a spiegare alla città quale sarà il futuro di IAS, quale soggetto sarà chiamato a garantire la tutela della qualità dell’aria e dell’acqua, se verrà mai realizzato il progetto di conferimento dei reflui civili di Siracusa al depuratore consortile IAS e quali ripercussioni potrebbe comportare sul depuratore di contrada Canalicchio e sui lavoratori che vi sono attualmente impiegati.
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