Alcune unità della sanità militare saranno assegnate all’Oasi di Troina. Il personale si aggiunge così al Covid team della Regione che, dopo la nomina del commissario sanitario all’istituto, da stamane opera nella struttura ennese dove si é determinato un focolaio di contagio.

“Ho appena ricevuto la telefonata del ministro della Difesa Lorenzo Guerini – spiega il presidente della Regione Nello Musumeci – che ha acquisito il parere favorevole del governo regionale sulla richiesta del sindaco di Troina”.

Questa mattina l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha inviato a Troina il responsabile del Comitato per l’emergenza Covid-19 in Sicilia, Antonio Candela, e il direttore scientifico dell’Istituto Neurolesi ‘Bonino Pulejo’, Dino Bramanti, per monitorare e coordinare ulteriori azioni di prevenzione e contenimento del contagio da Coronavirus.

Intanto, il presidente della Regione, Nello Musumeci, è in costante contatto con il sindaco della cittadina ennese, Fabio Venezia, con il quale non si è esclusa l’ipotesi di dichiarare Troina ‘zona rossa’. Tale eventuale decisione verrà assunta dopo la relazione degli esperti e in seguito ai risultati sui nuovi tamponi effettuati.

Nei giorni scorsi, la Regione Siciliana ha già nominato Giuseppe Murolo, dirigente dell’assessorato alla Salute, quale commissario regionale per l’emergenza sanitaria presso l’Istituto Oasi Maria Santissima di Troina, dove si sono registrati settanta casi positivi al contagio, di cui 45 pazienti e 25 operatori. Tre persone ricoverate in ospedale, ma non in terapia intensiva.

“Ad oggi lo stato di salute dei pazienti e degli operatori ai quali è stato riscontrato il contagio da Covid-19, presentano un quadro clinico che non desta particolari preoccupazioni, manifestando una sintomatologia con forma lieve o moderata – dicono dall’Oasi di Troina -. Non si registrano al momento casi di persone con stato di salute severo o insufficienza respiratoria grave. Risultano attualmente ricoverate in altri ospedali, tre persone, delle quali due saranno dimesse presumibilmente nella giornata di domani o dopodomani”.

“Per quanto riguarda il fabbisogno dei dispositivi di protezione individuale, criticità che si registra in tutta Italia, sono arrivati in questi giorni, e anche stamani, altre mascherine e diverso materiale sanitario per consentire agli operatori di lavorare in sicurezza. La quantità al momento è sufficiente per proseguire nei prossimi giorni. Nel frattempo si è in attesa di ricevere e acquisire ulteriori forniture anzitempo richieste”.

Nel pomeriggio di oggi inoltre, in Istituto, si è svolto un incontro tra i vertici aziendali dell’Oasi, il commissario per l’emergenza Giuseppe Murolo, il responsabile del Comitato per l’emergenza Covid-19 in Sicilia, Antonio Candela, e il direttore scientifico dell’Istituto Neurolesi “Bonino Pulejo”, Dino Bramanti, quest’ultimi inviati dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, per monitorare e coordinare ulteriori azioni di prevenzione e contenimento del contagio da Coronavirus. “Abbiamo ritenuto, congiuntamente con gli membri del Covid- Team, di procedere all’impiego di dispostivi di telemedicina per portare le informazioni direttamente dal letto di casa, qualora qualcuno fosse a domicilio o in altre strutture non ospedaliere, agli operatori sanitari. Si tratta di monitoraggi che permetteranno di valutare anche un eventuale ricovero. Infine – conclude il professor Bramanti – le misure fino ad ora adottate dall’Istituto sono state assolutamente adeguate e applicate in maniera preliminare e preventiva, e ulteriormente affinate a seguito dell’insediamento del commissario Murolo”.

Intanto tre medici del reparto di Medicina dell’ospedale Umberto I di Enna sono risultati positivi al coronavirus. I medici erano stati a contatto con la paziente morta, trasferita ad Enna dal Chiello di Piazza Armerina. Per questa vicenda,la donna sarebbe stata spostata senza avere effettuato alcun tampone, la procura di Enna ha aperto un fascicolo per epidemia colposa ed è già stata sequestrata la cartella clinica.

La vicenda dovrà essere chiarita per comprendere se siano stati commessi errori o inaccettabili leggerezze nella gestione del caso ma adesso la priorità è contenere il contagio anche perchè l’Umberto I è uno degli ospedali di riferimento per i casi della Sicilia centrale ed ha già trattato altri pazienti Covid e altri ne dovrà trattare

“Accorperemo in un reparto chirurgico e medico i pochi pazienti con covid-19 – dice il direttore generale dell’Asp, Francesco Iudica – rimasti in ospedale , liberando risorse mediche e infermieristiche per sostituire i medici positivo al tampone”.