Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa oggi a Milazzo per visitare la Valle del Mela, una zona già dichiarata ad alto rischio di crisi ambientale. La notizia è stata accolta con favore dagli attivisti di Legambiente che reputano la visita del politico un segnale di attenzione. L’impegno dell’associazione ambientalista nei confronti dell’area industriale di Milazzo è iniziato con il referendum contro la trasformazione a carbone della centrale Enel, fino alla battaglia vinta sulla realizzazione di un inceneritore all’interno della stessa.

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, sarà in Sicilia martedì prossimo, 23 aprile. Un luogo scelto perché simbolo di numerose criticità ma anche di diverse azioni politiche promosse in campo ambientale dai portavoce regionali e nazionali del Movimento 5 Stelle e seguite dal ministero dell’Ambiente.

“Abbiamo seguito con grande attenzione il percorso delle bonifiche – dicono i vertici di Legambiente – presentando in più di un’occasione attraverso i nostri dossier i deludenti risultati sull’attuazione delle stesse nonostante la sottoscrizione di un accordo di programma con relativo impegno delle somme”.

Stefano Ciafani, presidente Legambiente nazionale, Gianfranco Zanna, presidente  Legambiente Sicilia e  Pippo Ruggeri del circolo Legambiente del Tirreno chiedono al ministro un cambio di passo, che può concretizzarsi solo attraverso la messa in opera di tutte le azioni che vadano nella direzione di una economia circolare, cominciando dalla realizzazione di tutti gli impianti per una corretta gestione dei rifiuti, a partire dal digestore anaerobico per la produzione di biometano dalla frazione umida, nonché da impianti per il recupero della frazione secca, potendo contare su aree idonee nella zona industriale che così andrebbe valorizzata in maniera sostenibile.

Al Castello di Milazzo saranno presentati il disegno di legge SalvaMare e “plastic-free” per ridurre l’uso della plastica nei luoghi pubblici.

“La recente istituzione dell’Area Marina Protetta – continuano gli ambientalisti -, al cui percorso abbiamo partecipato attivamente, testimonia come per Milazzo ed il suo comprensorio sia possibile un modello di sviluppo alternativo a quello industriale, ed unito alle eccellenze in campo agricolo florovivaistico, può dare una concreta speranza di occupazione nel rispetto degli equilibri naturali che già hanno subito troppe alterazioni nel tempo”.

Non va infatti dimenticata la presenza altamente impattante fin dagli anni 60 della Raffineria di Milazzo, che è in fase di revisione AIA e che continuiamo a seguire nella corretta applicazione delle migliori tecniche per ridurre drasticamente le emissioni.