“Lei sta assumendosi una grave responsabilità nel vanificare gli sforzi ed i sacrifici di milioni di siciliani. Agli imbarcaderi della Calabria nessuno vigila sul rispetto dei vostri decreti. Non posso consentire tanta irresponsabilità da parte del governo nazionale verso la Sicilia”.

Lo ha scritto, stamane, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in una nota inviata al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in riferimento al transito di numerosi automezzi nello Stretto di Messina.

Non sono bastati, infatti, i decreti che impediscono di lasciare il comune in cui ci si trova a fermare il terzo esodo da Nord a Sud. Respinti alle stazioni ferroviarie in tanti si sono messi in viaggio con auto private per tornare al Sud ed in Sicilia così ieri sera si è creata una lunga coda di auto in attesa di imbarcarsi per la Sicilia.

A decine sono stati respinti ma alla verifica dei fatti sono molti di più quelli che, invece, sono riusciti a passare per la carenza dei controlli e dunque a sbarcare nell’isola.

Nelle prime due ondate erano rientrati in 35 mila ma altri non si erano registrati ed almeno due dei focolai di contagio noti vengono fatti risalire proprio a questi rientri.

Si tratterebbe di persone residenti al Nord spostatesi nottetempo all’annuncio della chiusura di buona parte delle attività produttive. Già ieri sera stessa Musumeci aveva denunciato le code formatesi e dalla prefettura di Messina era giunta risposta in nottata all’appello, di fronte alle surreali immagini di file chilometriche in attesa di sbarcare a Messina.  La conferma del rinforzo dei controlli sullo Stretto, già in nottata è arrivata in un post successivo in cui Musumeci annunciava di avere avuto assicurazioni dalla prefettura di una stretta sui controlli per limitare il transito soltanto ai pendolari autorizzati, cioè sanitari e forze di Polizia. Ma da una verifica successiva si è appreso che i controlli non sono stati sufficienti e molti sono passati senza essere verificati. Una situazione denunciata anche dal sindaco di Messina Cateno De Luca