Dopo il salvataggio in extremis di 4 opere di Palermo ora tocca a 8 opere di Messina. Non si tratta di una revoca dei finanziamenti, ma di una vera e propria riprogrammazione dei tempi per evitare di perdere i fondi europei. Per otto grandi interventi della Città Metropolitana di Messina, inseriti nei Piani urbani integrati del PNRR, la nuova scadenza per ultimare i lavori è stata ufficialmente posticipata al 31 dicembre 2027. Un sospiro di sollievo che sposta in avanti il precedente target UE del giugno 2026, riguardante quelle opere che non avrebbero mai potuto finire in tempo.
A fare il punto della situazione è un focus dettagliato di ANCE Messina, l’associazione dei costruttori edili guidata da Irene Ricciardello, che ha analizzato il decreto ministeriale del 31 luglio 2026. Il provvedimento salva le risorse finanziarie per il territorio, pari a un valore complessivo nominale di 130,05 milioni di euro, ma impone adesso un monitoraggio serrato.
Il peso della Sicilia e lo spettro delle rinunce
La Sicilia gioca una partita centrale in questa rimodulazione nazionale. Dei 251 interventi totali salvati dal governo, ben 64 riguardano le tre città metropolitane dell’isola, pari a circa il 25,5% del totale. Nel dettaglio, Palermo guida la classifica regionale con 33 progetti, seguita da Catania con 23 e Messina con i suoi 8 interventi.
La nota positiva per l’isola riguarda l’assenza di passi indietro: a differenza di quanto accaduto a Milano e a San Vitaliano (Napoli), dove sono state registrate quattro rinunce definitive ai contributi per oltre 3 milioni di euro, nessuna rinuncia interessa Messina o il resto della Sicilia.
La mappa delle opere: dove vanno i 130 milioni
L’approfondimento dei costruttori permette di mappare con precisione i progetti messinesi coinvolti e i relativi importi:
- Città del Ragazzo (55,66 milioni): È l’intervento più corposo dell’intero pacchetto, destinato a finalità di inclusione sociale nell’ambito del progetto “Dopo di Noi”.
- Ex Colonia IRIA (21,67 milioni): Fondi destinati alla rigenerazione della struttura situata a Sant’Agata di Militello.
- Ex Magazzini Gazzi (16 milioni): Progetto focalizzato sulla riconversione dell’area.
- Ex IAI (13,94 milioni): Intervento di rigenerazione e ristrutturazione edilizia.
- Capo Peloro (10 milioni): Riqualificazione strategica della zona che comprende le Torri Morandi, il Pilone e l’area Sea Flight.
- Ex Villaggio Le Rocce (7,55 milioni): Fondi per il recupero e la rigenerazione del sito.
- Rione Camaro (3 milioni): Intervento mirato alla riqualificazione urbana del quartiere.
- Ex Fonderia Ragno (2,23 mln): Demolizione e successiva ricostruzione dell’ex stabilimento.
Cantieri a doppia velocità: lo stato dell’arte
I 130 milioni stanziati si dividono però su progetti che viaggiano a velocità differenti, alternando cantieri già avviati a iter burocratici ancora complessi. Per la maggior parte delle opere l’appalto integrato risulta già affidato: è il caso della Città del Ragazzo (il progetto più importante, che nel 2026 ha visto anche atti legati a varianti), dell’ex Colonia IRIA, di Capo Peloro (anch’esso interessato da una variante in corso d’opera nel 2026), dell’ex Villaggio Le Rocce e dell’ex Fonderia Ragno. Situazione diversa per l’ex IAI, per cui nel 2026 si è giunti all’approvazione del progetto esecutivo e di uno stralcio funzionale. Restano invece sotto la lente d’ingrandimento i progetti del Rione Camaro, che ha visto l’affidamento dei servizi tecnici ma ha un avanzamento lavori ancora da verificare, e quello degli ex Magazzini Gazzi, il cui iter tecnico e procedurale richiede un attento monitoraggio nei prossimi mesi.
Il monito dell’ANCE: “Il tempo aggiuntivo diventi realtà”
La proroga concessa dal Ministero dell’Interno e dal MEF viene accolta positivamente, ma l’associazione di categoria lancia un avvertimento chiaro alla politica e agli enti locali: non si può sprecare questa seconda opportunità.
“Ora il tempo aggiuntivo deve tradursi in cantieri conclusi e opere fruibili – dichiara la presidente di ANCE Messina, Irene Ricciardello –. Il dato che interessa il nostro territorio non è soltanto la nuova scadenza. Dietro questi numeri ci sono interventi che incidono concretamente sulla città, sulla provincia e sul mercato delle costruzioni. Il punto non è avere più tempo, ma utilizzarlo. Il risultato che interessa a imprese e cittadini non è mantenere un finanziamento sulla carta, ma vedere i cantieri avanzare”.
Per questa ragione, l’associazione ha annunciato l’avvio di un monitoraggio permanente che seguirà passo dopo passo l’evoluzione finanziaria, le varianti e il rispetto dei cronoprogrammi di tutti gli otto progetti per garantirne la conclusione entro il termine stabilito.






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