Tragedia a Torre Faro, frazione di Messina. Una ragazza di appena 15 anni, Giulia Scimone, ha perso la vita dopo essere stata centrata da una moto.

L’impatto è avvenuto poco dopo le 23 di ieri in via Circuito, all’altezza del locale Peloro Games e dell’ufficio postale. Inutile la corsa contro il tempo dei soccorritori: la giovane si è spenta poco dopo, mentre veniva trasferita verso l’ospedale più vicino.

L’impatto violento, secondo le prime testimonianze raccolte dagli inquirenti, è stato con una moto guidata da ventenne, rimasto a sua volta ferito nello scontro.

La violenza dell’urto non ha lasciato scampo alla 15 enne.

Il giovane motociclista è stato posto in stato d’arresto con l’accusa di omicidio stradale.

Gli inquirenti lo sottoporranno ai test per verificare un’eventuale assunzione di alcol o droghe prima di mettersi alla guida; l’esito degli esami non è ancora noto. Dalle prime ricostruzioni emergerebbe che il ragazzo, pochi istanti prima dello schianto, stesse compiendo una manovra spericolata.

Sono intervenuti i sanitari del 118 e una pattuglia della Polizia Municipale, che ha avviato i rilievi per chiarire la dinamica esatta dello scontro. A coordinare gli accertamenti è il comandante della sezione infortunistica, Giovanni Arizzi.

Resta da stabilire con precisione la velocità del veicolo e le eventuali responsabilità nella manovra che ha preceduto l’impatto fatale.

Soccorritrice le scrive una lettera, sensazione che non scorderò

“Fino a poche ore fa stavi vivendo una serata qualunque con le tue amiche. Una serata che speravamo sarebbe finita con un sorriso, con un ‘ci vediamo domani”, con un abbraccio prima di tornare a casa. Invece il destino ha deciso diversamente. Quando ti ho vista a terra, il tempo si è fermato. C’erano tante persone intorno a te, ma quasi nessuno trovava il coraggio di avvicinarsi. Io non potevo lasciarti lì, da sola”.

Sono le parole scritte da una ragazza di Messina che ieri si è trovata sul luogo dell’incidente in cui ha perso la vita Giulia Scimone, una 15enne investita da una moto.

“Mi sono inginocchiata accanto a te, ti ho preso la mano e l’ho stretta con tutta la forza che avevo. Ti parlavo, anche se non sapevo se riuscissi a sentirmi. Dentro di me pregavo, con gli occhi pieni di lacrime, chiedendo a Dio di non portarti via”, prosegue la ragazza che ha lo stesso nome della vittima. “Per un momento – aggiunge – mi sembrava che tu fossi ancora lì con me. Sentivo la tua mano rispondere alla mia e continuavo a ripeterti che non eri sola. Poi, lentamente, ho sentito quella mano lasciarsi andare, e tutto ciò che avevo attorno a me di colpo svanì, le macchine che passavano, i pianti, le urla.. tutto questo divenne un sottofondo che non riuscivo più a sentire. È una sensazione che porterò dentro per tutta la vita”. Il testo è stato pubblicato dal padre sui social. L’investitore, un ventenne, è stato arrestato per omicidio stradale.