Messina

Chi era Vincenzo Franchina, l’operaio siciliano morto nell’esplosione della centrale di Suviana

Un siciliano tra le tre vittime dell’esplosione alla centrale idroelettrica di Suviana. Si tratta del 36enne Vincenzo Franchina, originario di Sinagra. Le altre vittime accertate sono Petronel Pavel Tanase, 46 anni, da Torino, Mario Pisani, 74 anni, da Taranto.

Cinque feriti sono ricoverati in gravi condizioni. Quattro operai risultano ancora dispersi. L’appalto di manutenzione era in carico alle aziende Abb e Siemens: non si conoscono ancora i nomi delle ditte subappaltanti. Lo scoppio è avvenuto durante la messa di prova in esercizio, che doveva precedere il vero e proprio collaudo.

Chi era Vincenzo Franchina

Franchina era nato a Patti in provincia di Messina il 12 maggio del 1988. Risiedeva a Sinagra. Diplomato, era un elettricista industriale. Nessuna delle vittime era un dipendente di Enel Green Power, che gestisce l’impianto. Sul suo profilo Facebook c’è la foto del suo matrimonio: si era sposato a maggio di un anno fa

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La tragedia

Si tratta del più grave incidente sul lavoro dalla ThyssenKrupp di Torino, 17 anni fa. E avviene nell’impianto di una partecipata dallo Stato. Il disastro 20-30 metri sotto il lago. Le turbine erano state da poco sostituite

Il cordiglio di Schifani

Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani esprime profondo dolore per le vittime dell’esplosione della centrale idroelettrica del bacino artificiale di Suviana, sull’Appennino Bolognese, tra le quali risulta anche un giovane siciliano della provincia di Messina.

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“A nome personale e dell’intera giunta di governo – afferma – voglio manifestare il più sentito e vivo cordoglio ai familiari dei lavoratori coinvolti in questo tragico incidente e rivolgo un augurio di pronta guarigione ai feriti ricoverati in ospedale. Esprimo al presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini la vicinanza e la solidarietà dei siciliani alla comunità bolognese”.

Dalì: “Diverso approccio alla sicurezza”

“La tragedia di Suviana è l’ennesimo accadimento funesto sul lavoro. Bisogna fare di più, bisogna intervenire, prima che a livello
legislativo e politico, a livello culturale, perché ciò che serve è proprio un approccio diverso al tema della sicurezza. Esprimiamo
cordoglio per le vittime e ringraziamo, ancora una volta, i nostri vigili del fuoco, eroi silenziosi del Paese”. Lo dichiara Eusebio Dalì, portavoce nazionale della Democrazia Cristiana

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