Basta con il “gioco al massacro”. Così Magistratura Indipendente si rivolge alle correnti che hanno aperto la crisi all’Anm, contestando la scelta del gruppo di invitare i consiglieri togati autosospesi a tornare al Csm.

Quello che viene definito dagli altri gruppi “come un incidente istituzionale senza precedenti, ossia auspicare la ripresa dei lavori da parte dei consiglieri autosospesi, ha un preciso fondamento nella legge costituzionale istitutiva del Csm– afferma Mi- che non contempla alcuna ipotesi di auto sospensione e regola invece i casi, non ricorrenti in questa ipotesi , di sospensione dei consiglieri “.

L’autosospensione e’ stato un “gesto volontario dei consiglieri non imposto da alcuno ed improntato a senso istituzionale, come riconosciuto dagli altri consiglieri in sede di Plenum”.

Per questo “respingiamo l’uso di simili toni aggressivi” rispetto al documento con il quale ” il gruppo ha rivendicato la centralità del CSM quale luogo di confronto e ha affermato la presa di distanza dalla politica”.

Di qui l’ invito alle altre correnti della magistratura ” ad abbassare i toni e a prestarsi ad un reale confronto, pur nella differenza delle posizioni e delle valutazioni. Esasperare i toni ed estremizzare il confronto non aiuta e rischia di recare un danno irreversibile a tutta la magistratura.”

M.I. fa anche presente che “finora molte prese di posizione si basano solo su notizie di stampa” . Solo “quando sarà reso noto il contenuto della documentazione arrivata al Csm, attualmente secretata, sarà possibile fare valutazioni più approfondite. Altrimenti si opera solo un preciso gioco al ‘massacro’ di un gruppo associativo”.