“Aspettare il proprio turno”. Avrebbero funzionato così i concorsi all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Un altro scandalo su presunti concorsi truccati è l’inchiesta “Magnifica”, condotta dalla Procura reggina ed eseguita dalla Guardia di Finanza. E sono tanti i nomi degli indagati siciliani.

Coinvolto il rettore catanese Santo Marcello Zimbone,

In particolare, a essere coinvolti sono 6 professori ordinari e 2 dipendenti dell’area amministrativa dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Tra le persone sottoposte alla misura cautelare del divieto temporaneo all’esercizio del pubblico ufficio ricoperto presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria figurano anche l’attuale rettore dell’Ateneo, Santo Marcello Zimbone, sottoposto ad una misura interdittiva della durata di 10 mesi. Catanese di nascita, si è laureato in Ingegneria civile idraulica all’Università degli Studi di Catania e ha conseguito il dottorato di ricerca in Idronomia all’Università degli Studi di Padova nel 1994. È il rettore dell’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria da alcuni anni. È il successore di Pasquale Catanoso, attuale prorettore vicario e anch’egli colpito dall’inchiesta “Magnifica”.

Gli altri indagati siciliani

Sono oltre 50 gli indagati nell’inchiesta “Magnifica”. Tra gli indagati siciliani figurano anche: Renata Giuliana Albanese, di Catania (residente a Roma): Zaira Dato, di Catania; Giuseppe Fera, di Messina: Gaetano Ginex, di Palermo; Giovanni Gulisano, di Catania: Giuseppe Pellitteri, di Palermo, Antonello Russo, di Messina; Vincenzo Tamburino, di Catania; Michele Trimarchi, di Messina.

Un’associazione contro la pubblica amministrazione

Secondo gli inquirenti, all’interno dell’Ateneo sarebbe esistita in tutto questo periodo un’associazione dedita alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica. Una vera e propria “Concorsopoli”, che mette nel mirino la direzione e gestione dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e delle sue articolazioni compartimentali. Sulla base di quanto emerso dalle indagini, la perpetrazione di molteplici e reiterati atti contrari ai doveri d’ufficio di imparzialità, lealtà, correttezza e fedeltà si manifestava, soprattutto, in occasione delle varie procedure concorsuali e comparative, nella selezione delle commissioni esaminatrici attraverso la scelta di componenti ritenuti “affidabili” e pertanto idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati scelti “direttamente” o a seguito di “segnalazione”.

Le indagini sull’Università

Le indagini hanno consentito d’ipotizzare condotte illecite, commesse dal 2014 al 2020, che hanno messo in luce un’associazione dedita alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione nella direzione e gestione dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e delle sue articolazioni compartimentali. Dopo la denuncia di una candidata non risultata vincitrice, è partita l’indagine.

La denuncia

In particolare, sono state segnalate condotte irregolari avvenute in occasione di una procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore universitario. L’esponente, per tutelare la propria posizione, aveva promosso appositi giudizi presso i competenti organi di Giustizia Amministrativa, in tale contesto, come emerso agli atti delle indagini, è stato suggerito all’aspirante ricercatore di rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa ed “aspettare il proprio turno” per avere accesso a future opportunità professionali all’interno del Dipartimento.

I concorsi su segnalazione

Sono così finite sotto indagine le varie procedure concorsuali e comparative, nella selezione delle commissioni esaminatrici attraverso la scelta di componenti ritenuti “affidabili” e pertanto idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati scelti “direttamente” o a seguito di “segnalazione”.  Le procedure comparative e concorsuali riguardavano indistintamente le posizioni di ricercatori, di professori ordinari e associati, di assegnisti di ricerca nonché le selezioni per l’accesso ai dottorati di ricerca e ai corsi di specializzazione.

Le altre accuse

Le indagini hanno anche permesso di scoprire che le auto di servizio venivano sottratte alle loro finalità istituzionali per essere utilizzate ai fini privati, e alcuni  appalti dei lavori edili di manutenzione dei locali universitari venivano assegnati in assenza di apposite procedure di gara e sulla base di false prospettazioni della realtà fattuale. Sotto indagine anche alcuni pagamenti eseguiti dai conti dell’Università.