Esiste davvero una dieta capace di allungare la vita? Secondo il professor Silvio Garattini, farmacologo e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, la risposta non sta in regimi estremi o mode alimentari ma in un principio tanto semplice quanto rivoluzionario: mangiare poco e in modo vario.

È questa la base della cosiddetta dieta della longevità, un approccio che non promette miracoli ma punta a ridurre il carico di lavoro dell’organismo nel corso degli anni. Un’idea che Garattini porta avanti da tempo e che oggi torna al centro del dibattito grazie al suo nuovo libro, Non è mai troppo tardi, in uscita il 17 febbraio per Piemme.

L’obiettivo non è solo vivere più a lungo ma vivere meglio, mantenendo più a lungo autonomia, lucidità e salute.

Mangiare poco e in modo vario: il cuore della dieta Garattini

Il principio cardine della dieta della longevità è riassumibile in poche parole: moderazione e varietà. Mangiare meno non significa mangiare male ma alleggerire il lavoro dell’organismo, evitando sovraccarichi continui.

In pratica, questo si traduce in:

  • elevato consumo di verdura e frutta;
  • preferenza per cibi integrali;
  • consumo regolare di pesce;
  • drastica riduzione di carne rossa e burro;
  • utilizzo dell’olio extravergine di oliva come principale fonte di grassi;
  • stile di vita attivo, con camminate di almeno 5 km al giorno.

È un modello che richiama la tradizione mediterranea, ma depurata dagli eccessi moderni e adattata alle evidenze scientifiche più recenti.

“Non è mai troppo tardi per pensare alla salute”

Il titolo del nuovo libro non è casuale. Garattini lo ribadisce con chiarezza in una intervista al Corriere della Sera: “Non è mai troppo tardi per pensare alla salute”.

Ma il messaggio centrale è rivolto soprattutto ai più giovani. Come spiega lo stesso Garattini: “I giovani devono cambiare atteggiamento nei confronti degli stili di vita, perché la longevità si costruisce fin da piccoli, anche se il titolo ricorda che anche da adulti si può invertire la rotta. Non si azzerano i danni prodotti negli anni precedenti, ma si possono attenuare”.

I tre pilastri: cosa, quanto e quando mangiare

Nel libro, Garattini individua tre pilastri fondamentali dell’alimentazione corretta: cosa mangiare, quanto mangiare e quando mangiare.

Come spiega: “Nel mio libro spiego che ci sono tre pilastri per alimentarsi correttamente. Badare al quanto, al cosa e al quando, che è stato molto enfatizzato in questi ultimi tempi con i vari tipo di digiuno”.

Non è quindi solo una questione di qualità degli alimenti ma anche di quantità e di tempistica.

Digiuno intermittente: utile ma non indispensabile

Sul tema del digiuno intermittente, Garattini mantiene una posizione equilibrata. Riconosce che può essere uno strumento utile, ma non lo considera una soluzione universale.

Come chiarisce: “Può essere un facilitatore per diminuire il consumo di cibo ma ritengo più importante adattare i tempi alle situazioni personali”.

In altre parole, non esiste un unico schema valido per tutti. C’è chi preferisce tre pasti principali e chi si trova meglio con cinque pasti al giorno. Ciò che conta è il bilancio complessivo e la sostenibilità nel tempo.

Il ruolo dell’orario dei pasti e della cena

Particolare attenzione viene data al quando mangiare, soprattutto alla sera. L’orario della cena, spiega Garattini, dovrebbe essere commisurato all’ora in cui si va a dormire.

Il motivo è semplice: “ci deve essere tempo per digerire”. Mangiare troppo tardi o in modo abbondante prima di coricarsi aumenta il lavoro dell’organismo in una fase in cui dovrebbe riposare. Nel lungo periodo, questo può incidere negativamente su metabolismo e qualità del sonno.

Gusto e salute possono convivere

Uno dei passaggi più interessanti del pensiero di Garattini riguarda il rapporto con il piacere del cibo. L’idea che mangiare sano significhi rinunciare al gusto viene respinta con decisione. Come afferma: “Ci si può educare a gustare senza mangiare troppo. Io sono molto grato a mio padre perché mi ha educato anche a esercitare la volontà”.

Longevità e movimento: l’altro pilastro

La dieta, da sola, non basta. Nella visione di Garattini, alimentazione e attività fisica sono inseparabili. Non servono sport estremi o allenamenti intensi: bastano camminate quotidiane, regolari, costanti.

Muoversi ogni giorno contribuisce a:

  • mantenere il metabolismo attivo;
  • ridurre il rischio cardiovascolare;
  • preservare muscoli e ossa;
  • migliorare l’umore e la qualità della vita.

Ancora una volta, il messaggio è chiaro: la longevità è il risultato di tante piccole scelte quotidiane.

Lo sapevi che…?

Secondo numerosi studi epidemiologici, le popolazioni con maggiore aspettativa di vita non seguono diete drastiche, ma regimi alimentari sobri, ripetitivi e poco calorici.

FAQ – Le domande più cercate

La dieta Garattini è una dieta dimagrante?
No, è un modello di alimentazione per la salute a lungo termine.

Bisogna eliminare la carne?
No, ma ridurre soprattutto la carne rossa.

Il digiuno intermittente è obbligatorio?
No, è solo una possibile opzione.

Conta di più cosa o quanto si mangia?
Entrambi, insieme al quando.