Era praticamente nuovo l’aereo della tragedia avvenuta ieri in Etiopia costata la vita a 157 persone di cui 8 italiani e fra questi l’assessore regionale ai beni culturali e archeologo di fama internazionale Sebastiano Tusa. Consegnato alla compagnia a novembre scorso, il Boeing 737 max potrebbe essere esploso in volo 6 minuti dopo il decollo anche se la dinamica dell’incidente è ancora  tutta da accertare. Il velivolo, però, finisce sotto esame visto che è la seconda volta che un aereo di questa classe precipita negli ultimi mesi. e si tratta di velivoli nuovi.

Tecnicamente il Boeing serie 7 di quarta generazione è un gioiellino della tecnologia. Aereo destinato alle brevi e medie tratte, deve essere sicuro per definizione. Ma considerato che l’aereo è il messo più sicuro in assoluto e le statistiche parlano di un decesso ogni 3,46 milioni di decolli (il 2018 è stato un anno nero con 530 vittime) la coincidenza di due incidenti riguardanti lo stesso aereo di nuovissima generazione mettono qualche allarme negli esperti e nei profani.

In particolare è il giornale Libero a definire questo modello ‘l’aereo che cade’ visto che a ottobre ne era precipitato uno in Indonesia e quello di ieri dell’Ethiopian era il secondo.

Anche in Italia volano tanti Boeing e non mancano neanche i nuovi 737 Max. In particolare c’è una compagnia, la Air Italy, che ne ha ordinato 20 e che li userà praticamente per tutti i collegamenti da Malpensa verso l’Italia e l’ Europa. Un investimento consistente per il rilancio della compagnia e la scelta del velivolo potrebbe creare più di un problema per il rischio che che si diffonda la paura di volare con quel mezzo. In particolare il giornale Libero mette l’accento sulla versione 8 del velivolo.

Allarmismi a parte un controllo in più andrà sicuramente fatto. Al centro dell’attenzione, adesso, c’è il recupero di tutto il recuperabile fra effetti personali e parti dell’aereo. Subito dopo bisognerà ricostruire l’accaduto e comprendere il perchè di questo schianto.

Intanto Etiopia e Cina hanno deciso, precauzionalmente, di lasciare a terra questi aerei fino a quando non ci saranno dati certi sulla loro sicurezza. Una scelta che potrebbe allargarsi ad altri paesi