Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS), ha ricordato oggi, nel corso di un’audizione alla Camera, che «siamo ancora nella fase epidemica. La decrescita della curva è positiva ma questo non toglie che abbiamo nuovi casi e dunque il virus è presente nel Paese». Insomma, nonostante dallo scorso lunedì 4 maggio si siano allentate alcune misure restrittive, ciò non significa che siamo arrivati al ‘liberi tutti’ perché il rischio che ci sia un aumento dei contagi è concreto.

Premesso ciò, vista la confusione che serpeggia tra molti cittadini, è giusto fare un riepilogo della situazione su ciò che possiamo e non possiamo fare e sulle regole da seguire per gli spostamenti.

AUTOCERTIFICAZIONE

Innanzitutto, il modello di autodichiarazione è ancora necessario per muoversi. Bisogna, quindi, motivare gli spostamenti che devono rientrare tra questi ambiti: comprovate esigenze lavorative, motivi di salute, situazione di necessità (come andare a fare la spesa o in farmacia), incontri con i congiunti (non solo familiari ma anche i fidanzati, escludendo però gli amici), partecipazione ad attività sportive di allontamento (ma individuali e non di gruppo), trasferimenti stagionali verso la seconda casa (ovvero non si può fare avanti e indietro da un luogo di villeggiatura ma solo se ci si sposta per più mesi). Due cose da tenere in mente: 1) pur se è sempre meglio avere un’autodichiarazione con sé per velocizzare eventuali controlli, le forze dell’ordine dovrebbero essere equipaggiate dei moduli; 2) si può utilizzare anche quello precedente al nuovo già diffuso dal Viminale o dalla Regione Siciliana.

Ad esempio, non è necessario avere con sé l’autocertificazione per chi svolge attività sportiva o motoria anche perché le stesse autorità che effettuano il controllo l’hanno con sé.

CONGIUNTI

Quando andiamo a trovare qualcuno, come accennato, questo deve essere un congiunto, ovvero una persona con cui abbiamo un rapporto di parentela (fino al sesto gado: ad esempio, i figli dei cugini) e affinità (fino al quarto grado: i cugini del coniuge, ad esempio). Si è accertato che tra i congiunti rientrano coloro con cui abbiamo uno stabile legame affettivo, ad esempio un fidanzato o una fidanzata, ma non gli amici.

Inoltre, quando andiamo a casa di qualcuno, ad esempio dei genitori anziani, dobbiamo mantenere la distanza di sicurezza e indossare la mascherina. La visita, inoltre, non deve durare molto (quindi, sono esclusi i pranzi e le cene). Tuttavia, è doveroso ricordare che ci si affida soprattutto al buon senso e alla volontà di scongiurare il contagio dei soggetti più vulnerabili, anziani in primis.

Inoltre, come rimarcato dal sito del Viminale, sono esclusi gli spostamenti in un’altra Regione per incontrare i congiunti. Ci si può spostare da una Regione all’altra solo per motivi di lavoro, di salute o assoluta urgenza.

E LE PASSEGGIATE?

Possiamo uscire di casa solo per andare al lavoro, per motivi di salute e per necessità (spesa, congiunti, perché il cane deve fare i suoi bisogni, ecc.). Tuttavia, non possiamo andare in giro per prendere una boccata d’aria fresca a meno che tale attività non rientri in quella sportiva o motoria (la famosa corsetta). Insomma, possiamo recarci in edicola a comprare un giornale o in farmacia per acquistare delle pillole, o in uno degli esercizi commerciali aperti. Però, non possiamo sgranchire le gambe senza un senso legittimato dal DPCM. Per di più, non si può stare in giro insieme ad altra gente, perché sono vietati gli assembramenti.

Ove possibile, però, in caso di minore in casa, un genitore può accompagnarlo in un parco o in una villa, sempre rispettando le norme di distanziamento sociale. In questo caso, comunque, le ordinanze possono variare di città in città.

Per spostarci, possiamo usare anche la bicicletta ma sempre per i motivi consentiti dal DPCM: quindi, per andare al lavoro o in uno dei negozi aperti. Così come per svolgere attività motoria all’aperto. Di certo, però, è vietato fare un’uscita di gruppo tra ciclisti.

Infine, possiamo recarci al cimitero così come sostenere i colloqui di lavoro e incontri con potenziali nuovi clienti anche se si consiglia sempre di optare per le video conferenze.

NEI MEZZI PUBBLICI?

Sì, possiamo muoverci tramite bus, tram… ma con l’obbligo della mascherina e la raccomandazione di un paio di guanti. Inoltre, la quantità dei passeggeri a bordo dei mezzi è ridotta, per cui potrà accadere che il conducente non faccia salire nessuno sul mezzo finché non si sarà liberato uno dei posti disponibili a bordo.

E IN AUTO?

La mascherina serve solo se non siamo soli, soprattutto se siamo in compagnia di un collega di lavoro o, più in generale, con persone con cui non conviviamo. In questi casi, ad esempio, ove possibile, è meglio che l’altro passeggeri si segga dietro e a destra.  Mentre, non è obbligatorio averla se viaggiamo con un convivente. Come accennato, meglio avere sempre con sé un’autocertificazione o una penna. Non è obbligatorio ma dare una mano alle forze dell’ordine, in caso di controllo, è una buona cosa.