Mentre la Procura di Pavia attende il 6 maggio per sentire Andrea Sempio, nella stessa giornata di oggi, tre voci esterne all’accusa prendono posizione sulla ricostruzione contenuta nell’invito a comparire. Parlano, infatti, il consulente della famiglia Poggi, gli avvocati di Alberto Stasi e – attraverso l’atto stesso – il pool di magistrati che ha coordinato l’inchiesta. Sono posizioni diverse tra loro, ma tutte segnalano la stessa cosa: il materiale investigativo raccolto dalla Procura non è ancora stato reso disponibile e, senza quegli atti, qualsiasi valutazione resta parziale.
“Sui gradini solo gocciolature, nessuna traccia da trascinamento”
Dario Redaelli, esperto in analisi delle scene del crimine e consulente della famiglia Poggi, ha rilasciato una dichiarazione tecnica precisa sull’atto notificato a Sempio. Il punto di partenza è la dinamica descritta dalla Procura: Chiara Poggi colpita, trascinata verso la cantina, spinta lungo le scale. Per Redaelli, quella ricostruzione presenta “elementi che a suo giudizio non trovano riscontri oggettivi sulla scena del crimine così come documentata durante i sopralluoghi dei carabinieri della territoriale e dei Ris di Parma”.
I rilievi sono su due punti specifici. Il primo riguarda le scale: “Si parla di corpo spinto sulle scale della cantina, ma sui primi due gradini ci sono presenti solamente gocciolature, nessuna traccia da trascinamento”. Il secondo riguarda i colpi alla nuca: “Si parla di 4-5 colpi vibrati con violenza tale da cagionare l’ampia frattura cranica in posizione parieto-occipitale sinistra, ma lungo le scale non si riscontrano tracce di sangue dovute al brandeggio del corpo contundente utilizzato, oltre alla presenza di schizzi limitati”.
La conclusione di Redaelli è cauta ma inequivocabile nel metodo: “Diversi dubbi sulla ricostruzione, ma massima cautela ed assoluta necessità di vedere il materiale investigativo-tecnico raccolto dalla Procura”. Il consulente non chiude la porta a una revisione del proprio giudizio, ma subordina tutto all’accesso agli atti. Gli stessi atti che, al momento, non sono stati depositati.
Vale la pena ricordare chi è Redaelli rispetto a questa vicenda: lavora per la famiglia Poggi, non per la difesa di Sempio né per quella di Stasi. Le sue obiezioni alla ricostruzione della Procura provengono da chi è parte offesa nel procedimento.
“Sappiamo da anni che Stasi è innocente”: annunciata la richiesta di revisione
Sul fronte di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, la reazione alla nuova imputazione a carico di Sempio è netta. L’avvocata Giada Bocellari, che assiste Stasi insieme al collega Antonio De Rensis, ha dichiarato: “Prendiamo questa notizia con grande soddisfazione perché sono tantissimi anni che noi sappiamo che Alberto Stasi è innocente ed estraneo ai fatti per i quali è stato condannato e per i quali sta ancora scontando la sua pena”.
La novità dirompente è la struttura del capo di accusa. Quando la Procura di Pavia aveva avviato la nuova inchiesta oltre un anno fa, il delitto era contestato “in concorso con ignoti o con Stasi”. Nell’invito a comparire del 29 aprile, Stasi non compare più: sulla scena del 13 agosto 2007, secondo i pm, c’era solo Sempio.
Per la difesa di Stasi, questo passaggio apre la strada alla revisione. “I prossimi passaggi saranno sicuramente di leggere attentamente gli atti posti alla base di questa accusa mossa nei confronti del solo Andrea Sempio e poi redigere l’atto di revisione”, ha spiegato l’avvocata Bocellari, aggiungendo una cautela che indica come la strada sia ancora lunga: “Sicuramente non è un passaggio semplice né dal punto di vista tecnico né dal punto di vista sostanziale perché chiaramente occorre leggere attentamente tutto. Diciamo no a iniziative di pancia, ma guardando sempre al diretto, sicuramente faremo la richiesta di revisione”.
La revisione di una condanna definitiva in Italia percorre un iter preciso: richiesta alla Corte d’Appello competente per territorio, valutazione dell’ammissibilità, eventuale giudizio di revisione. I tempi non sono brevie l’esito non è garantito. Ma l’annuncio pubblico degli avvocati di Stasi segna un cambio di fase: dalla difesa passiva alla strategia offensiva.
Chi firma la convocazione e perché il 6 maggio è l’ultimo atto
L’invito a comparire che ha innescato tutto porta la firma del pool coordinato dal procuratore aggiunto di Pavia, Stefano Civardi. È nel suo ufficio che Sempio dovrà presentarsi il 6 maggio alle ore 10, se sceglierà di farlo. La Procura ha indicato nell’atto che l’interrogatorio è necessario per “il proseguimento delle indagini preliminari”: una formula che, secondo quanto riportato da più fonti giornalistiche, segnala che si tratta dell’ultimo passaggio prima della notifica dell’avviso di chiusura indagini (il 415 bis).
Se Sempio non si presentasse, o si presentasse avvalendosi della facoltà di non rispondere, la Procura potrebbe procedere ugualmente verso la chiusura dell’inchiesta. Il 415 bis darebbe poi alla difesa l’accesso agli atti e la possibilità di depositare memorie o richiedere ulteriori indagini difensive prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
Il 6 maggio è dunque una data doppiamente rilevante: per Sempio, per la difesa di Stasi, e per il consulente dei Poggi che ha già dichiarato di voler vedere quegli atti prima di esprimere un giudizio definitivo.






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