Un decreto unico per estendere l’obbligo di Green pass da metà ottobre sia ai lavoratori pubblici che ai privati sarà oggi pomeriggio all’attenzione del consiglio dei ministri, preceduto da una riunione della cabina di regia. Ieri Draghi lo ha illustrato ai sindacati, che danno un assenso di massima a patto che i tamponi siano gratuiti. È legge, intanto, il decreto di fine luglio. Il nuovo “super green pass” dovrebbe entrare in vigore da metà ottobre. Restano le perplessità della Lega su un obbligo erga omnes.

Pass obbligatorio anche in negozi e ristoranti

“Si è preferito imporre il Pass e – per ora – non l’obbligo di vaccinazione. E’ un “percorso che unifica”, sottolinea il premier Mario Draghi. Dalla metà di ottobre bisognerà essere vaccinati, aver fatto un tampone o essere guariti dal Covid, per entrare in uffici pubblici e privati, ma l’obbligo dovrebbe essere esteso anche a studi professionali, negozi, ristoranti.

Incontro governo-Regioni

Si terrà oggi alle 14.30 l’incontro tra il governo e le Regioni sul decreto che estende l’obbligo del green pass a tutti i luoghi di lavoro. Al termine della cabina di regia e prima del Cdm sarà dunque il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini a illustrare il provvedimento ai governatori.

Al via da ottobre

L’ipotesi sui cui sta ragionando il governo Draghi riguarda l’obbligatorietà del Green pass negli uffici pubblici ma anche nel privato. Sanzioni per chi entra al lavoro per più giorni consecutivi senza il pass. Il nuovo decreto entrerà in vigore il 10 o 15 ottobre.

Chi controlla il Green Pass

La certificazione verde sarà resa obbligatoria e i controlli dovrebbero spettare a un apposito incaricato, addetto dell’azienda all’ingresso. Non toccherà ai medici aziendali che hanno fatto sapere tramite l’associazione di categoria (Anma), di non poter essere coinvolti nei controlli. La privacy resterebbe comunque garantita.

Ad oggi, secondo dati del governo, 13,9 milioni di lavoratori ha già il Green pass, 4,1 milioni ancora non lo ha: l’obbligo riguarderebbe in totale, quindi, circa 18 milioni di persone.

Sanzioni

Per chi si presenta al lavoro senza, ci saranno sanzioni: una multa, che dovrebbe andare dai 400 ai 1.000 euro, e disciplinari, che saranno modulate sulle diverse categorie. I lavoratori che non mostrano la certificazione verde rischierebbero la sospensione dal lavoro (e la relativa retribuzione), ma non il licenziamento. Sarà espressamente previsto il divieto di licenziare, recependo una preoccupazione sindacale.

Sanzioni, inoltre, sia a carico del lavoratore che a carico del datore di lavoro in caso fosse consapevole dell’ingresso fuori regola del dipendente senza green pass.

Chi sceglierà di lavorare da casa in smart working non potrà essere discriminato: il Governo infatti ha prorogato fino al 31 dicembre la raccomandazione di preferire il telelavoro.

Resta il nodo del costo dei tamponi

Tiene banco anche il tema del costo dei temponi. Al momento i prezzi oscillano tra i 20 e i 40 euro. Per chi non è vaccinato o senza pass, si stima una spesa di circa 360 euro al mese. Da qui la spinta al Governo per decidere prezzi calmierati o addirittura gratuiti. Al momento è rebus.

“Se viene imposto il Pass allora i tamponi siano rapidi e gratis”, chiede dall’opposizione Giorgia Meloni.  “Il Green pass deve servire anche per entrare in Parlamento”, chiedono i sindacati.

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