L’indice RT di contagio in Italia è soggetto a una grande oscillazione. Tuttavia, non si tratta di una pagella ma di uno strumento dinamico che aiuta a capire cosa succede e va letto con altri dati.

Lo ha spiegato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), durante la conferenza stampa settimanale sull’andamento epidemiologico del COVID-19.

«I casi di Umbria e Molise, che partendo praticamente da zero hanno visto l’indice salire per alcuni focolai, lo dimostra: oggi quel dato è rientrato», ha aggiunto Brusaferro che poi ha anche detto: «Il monitoraggio ci aiuta a capire cosa succede e a cogliere eventuali piccoli segni di crescita dei casi».

Comunque sia, l’indice di contagio Rt è segnalato sotto il valore 1 in tutte le regioni italiane tranne in Val d’Aosta, dove si registra un valore pari a 1,06. Per la Val d’Aosta si considera l’indice una oscillazione momentanea mentre la Lombardia è in decremento (da 0,62 a 0,51 come annunciato dal governatore Attilio Fontana).

Poi, a proposito della questione della mobilità delle Regioni, «va affrontata con un numero di nuovi casi ancora più ridotto rispetto a quello che abbiamo», ha ricordato Brusaferro. L’indice di contagi Rt invece «cambia su base settimanale e lo escluderei come criterio al riguardo per gli spostamenti. Ma sono importanti anche le modalità di movimento, cioé come ci si sposta», ha aggiunto.